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Messico, tra i profughi Ucraini in attesa di passare il confine con gli Stati Uniti

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Di Euronews
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Un rifugio temporaneo allestito a Tijuana, in Messico, aprile 2022
Un rifugio temporaneo allestito a Tijuana, in Messico, aprile 2022   -   Diritti d'autore  Gregory Bull/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Atterrano in Messico, ma la meta restano gli Stati Uniti: migliaia di rifugiati ucraini stanno arrivando a Tijuana, per poi chiedere asilo una volta attraversato il confine con la California.

Decine di rifugi temporanei sono stati allestiti nella città di frontiera messicana: Alex Fedorchuk, coordinatore della Ong Agape Ministries, ne ha messo in piedi uno in un palazzetto per il basket, dove stima siano già passati almeno 2mila profughi

"Quando arrivano all'aeroporto, noi li portiamo qui e rimangono qui per due o tre giorni" spiega. "Diamo da mangiare alle persone e cerchiamo di prenderci cura di loro".

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rifugiati ucraini in rifugio allestito in una palestra martedì 5 aprile 2022 a Tijuana, in Messico.Gregory Bull/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Tutti sembrano felici di essere arrivati qui, soprattutto perché si sentono al sicuro, dopo l'inferno che si sono lasciati alle spalle.

Oksana ad esempio è appena arrivata dalla famigerata città di Bucha: "Le truppe russe erano dentro la nostra casa - racconta - e anche in quelle dei nostri vicini. C'era il caos laggiù. Hanno rubato tutta la nostra roba, da tutte le nostre case. E' davvero terrificante laggiù".

"Se facciamo il confronto con Bucha - continua - questo è un posto perfetto. Sono così grata a tutti questi ragazzi, a tutti questi volontari che aiutano noi ucraini, che ci danno del cibo e un posto per dormire... Qui abbiamo tutto. La gente a Mariupol, per esempio, non ha niente. Niente acqua, niente cibo, niente".

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rifugiati ucraini lasciano una palestra per attraversare il confine con gli Stati Uniti, martedì 5 aprile 2022, a Tijuana, in MessicoGregory Bull/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Alla fine di marzo, Gli Stati Uniti si sono impegnati ad accogliere 100.000 rifugiati in fuga dalla guerra: una goccia, in realtà, nel mare di 4 milioni di profughi fuggiti finora. Ma quanti sono già riusciti a raggiungere il suolo americano hanno espresso parole di gratitudine: come Leonid, che sta iniziando una nuova vita con la sua famiglia.

"Voglio solo dire grazie a Dio, perché ce l'abbiamo fatta. Dio ci ha benedetto e siamo vivi e vegeti. Il viaggio è stato certamente un viaggio molto duro e lungo. Ma siamo molto felici, molto, molto felici".