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Niente Euro per le grivnie: un problema per i profughi ucraini

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Di Euronews
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Molti istituti di credito e di cambio europei non accettano più di cambiare le grivnie in Euro
Molti istituti di credito e di cambio europei non accettano più di cambiare le grivnie in Euro   -   Diritti d'autore  FILIPPO MONTEFORTE/AFP

Tra le tante difficoltà che incontrano le persone in fuga dall'Ucraina c'è anche quella di cambiare i propri soldi: scappati dal Paese in guerra con tutti i propri risparmi, una volta arrivati nell'Unione europea, in molti non possono covertire i contanti che hanno con sé in valuta locale.

Un problema di cambio

Lo racconta a Euronews Jules Bokade, un giovane di origini africane che lavorava a Kiev prima dello scoppio della Guerra e ora si è rifugiato in Belgio.

"In Belgio non troviamo banche che accettino la grivnia, la moneta ucraina. Ho visitato tante banche e sportelli di cambio, ma senza arrivare a una soluzione".

Jules è arrivato qualche settimana fa con tutti i suoi soldi in contanti: un totale di 40.300 grivnie, corrispondenti a poco meno di 1.300 euro: "Questa cifra è quanto sono riuscito a mettere da parte in un anno intero: lì la situazione è molto diversa, gli stipendi sono davvero bassi".

Molti istituti non vogliono cambiare le banconote perché a causa della guerra hanno una convertibilità limitata, condizione frequente nei casi di conflitti bellici.

In questo frangente, la Banca nazionale ucraina ha sospeso la conversione della propria moneta in valute estere, per evitare la corsa al cambio e proteggere le proprie riserve. Di conseguenza, gli istituti di credito e di cambio negli Stati europei non vogliono esporsi a tassi di cambio molto variabili né avere troppe banconote inconvertibili.

La soluzione europea

L'Unione europea sta cercando di risolvere la situazione, per facilitare la vita ai quattro milioni di profughi già approdati entro i suoi confini.

La Commissione ha proposto di recente una raccomandazione, che sarà adottata questa settimana, sulla conversione delle grivnie nelle valute dei Paesi ospitanti. Meccanismi di questo tipo sono già in atto in Austria, Ungheria e Polonia, ma la Commissione vorrebbe uno schema omogeneo in tutti i 27 Stati membri dell'Ue.

Secondo questa proposta, ogni persona avrebbe la possibilità di convertire un massimo di 10mila grivnie, corrispondenti a poco più di 300 euro. Lo schema eccezionale dovrebbe durare almeno per un periodo di tre mesi: non trattandosi di un atto vincolante, i governi degli Stati membri possono decidere di seguire la raccomandazione europea oppure optare per un proprio programma di conversione.