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Josep Borrell e Ursula von der Leyen a Kiev per incontrare Zelensky

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Di euronews
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Zelensky a Kiev
Zelensky a Kiev   -   Diritti d'autore  Efrem Lukatsky/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, voleranno a Kiev in settimana. Lo ha confermato su Twitter, dopo ore di indiscrezioni, il portavoce di von der Leyen, Eric Mamer.

Data e luogo dell'incontro con Volodymyr Zelensky sono ancora ignoti. Ma sicuramente avverrà prima di sabato, quando von der Leyen sarà a Varsavia in occasione dell'evento "StandupforUkraine", organizzato insieme al presidente del Canada Justin Trudeau come riconoscimento del ruolo fondamentale della Polonia nell'accoglienza dei rifugiati, nonché occasione per ribadire l'impegno dell'Unione europea.

La comunicazione ufficiale della decisione di incontrare di persona Zelensky arriva dopo le scioccanti immagini di Bucha, cittadina a nord della capitale dove i soldati russi avrebbero giustiziato e torturato civili, piazzato mine nei cadaveri per negargli una degna sepoltura. Il presidente ucraino parla di genocidio, mentre il suo portavoce, Sergii Nykyforov, intervistato da Euronews, ha detto che si tratta di torture e crimini di guerra.

Prima dell'annuncio di von der Leyen, dallo scoppio della guerra il 24 febbraio solo la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola si era recata in Ucraina come rappresentante delle istituzioni comunitarie, sotto invito di Ruslan Stefanchuk, presidente del parlamento monocamerale ucraino.

“La resistenza e il coraggio degli ucraini hanno ispirato il mondo. Sono a Kiev per dare un messaggio di speranza. Sono con voi”, aveva scritto su Twitter.

L'Unione europea, in concomitanza con la conferma da parte di Guterres dell'avvio di indagini di una commissione indipendente da parte dell'Onu per accertare i fatti di Bucha, sta pensando anche a un nuovo pacchetto di sanzioni. "Ci sono indicazioni molto chiare di crimini di guerra", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. Con "ciò che sta accadendo", ha aggiunto, "dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo", riferendosi a un affrancamento dalle forniture di gas da parte della Russia e a ulteriori misure economiche per indebolire il regime di Putin.