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In Ungheria Viktor Orbán ci riprova e ha buone possibilità di vincere

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Di Euronews
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In Ungheria Viktor Orbán ci riprova e ha buone possibilità di vincere
Diritti d'autore  Screenshot: euronews

Viktor Orbán è il primo ministro dell'Ungheria da 12 anni.
Ha iniziato a fare politica in giovane età, prima del cambio di regime dal comunismo di epoca sovietica alla democrazia in Ungheria.
Nel 1988 è stato il fondatore di Fidesz, il partito che guida da allora.

Ha iniziato la sua carriera politica come liberale radicale, ma dopo la sconfitta elettorale nel 1994, ha trasformato Fidesz in un partito di destra che è diventato membro del Partito Popolare Europeo nel 2000. 

Durante il suo secondo mandato, ha ricevuto numerose critiche dal Partito Popolare, principalmente per questioni relative allo stato di diritto e alle accuse di corruzione, così come per la sua controversa posizione anti-immigrati.

Orbán, la spina nel fianco del PPE

Orbán ha anche apertamente provocato i suoi alleati. Oltre ai manifesti screditanti Jean-Claude Juncker, in qualità di membro del PPE ha collaborato in maniera fattiva con diversi politici europei populisti.

Dopo il 2015, la retorica anti-immigrazione è diventata un elemento caratterizzante del profilo del suo partito. Ha cercato di dipingere gli attacchi contro di lui per i casi di corruzione e per l'indebolimento dello stato di diritto come una campagna di vendetta da parte dell'establishment dell'Unione europea. 

Il rapporto privilegiato con Putin

Ha di fatto tagliato fuori l'Università Centrale Europea (fondata da György Soros). E mentre apostrofava diversi politici occidentali come agenti di Soros, Orbán ha sviluppato una stretta relazione con Vladimir Putin.

Durante questi 12 anni di mandato si è incontrato con il presidente russo 12 volte, un potenziale record tra i politici europei.

Oltre all'acquisto di gas, ha raggiunto un accordo molto controverso per espandere l'unica centrale nucleare dell'Ungheria.

Sull'Ucraina posizioni contraddittorie

Dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, la sua retorica anti-immigrazione ha fatto una drammatica inversione di marcia. Ha annunciato che l'Ungheria avrebbe accettato tutti i rifugiati. Ha condannato l'attacco in Ucraina, ma - allo stesso tempo - i media controllati dal partito di governo continuano a trasmettere la propaganda russa. E Orbán stesso è accusato dai critici di formulare messaggi apparentemente contraddittori.

Orbán resta il candidato da battere: il suo conservatorismo e il forte sovranismo nazionale sono ancora estremamente popolari in seno all'elettorato ungherese.