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Profughi ucraini, un esodo senza fine. Cosa dice l'Unhcr

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Di euronews
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Profughi ucraini, un esodo senza fine. Cosa dice l'Unhcr
Diritti d'autore  Petr David Josek/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Un gruppo di 134 profughi ucraini è arrivato a Francoforte su un aereo partito dalla Moldova. Si tratta di un primo gruppo di circa 2.500 persone che dovrebbero arrivare in Germania.

L'ospitalità europea per i profughi provenienti dalla Moldova è quantificabile in 14 mila posti, stando ai dati della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock. Il ponte aereo dalla Moldova verso l'Europa è stato il modo più semplice per trasferire i rifugiati. Che invece hanno raggiunto Medyka, città di frontiera polacca, in pullman e treno: la Polonia è il Paese europeo che al momento ospita il più gran numero di profughi, oltre 2 milioni.

L'Alto commissariato Onu lavora a pieno ritmo da oltre tre settimane qui, come ci spiega Shabia Mantoo:  

"La loro protezione è prioritaria: la salvaguardia della loro vita è fondamentale, ma dopo bisogna pensare a tutto il resto e alcuni potrebbero avere bisogni specifici da considerare, ci sono persone con disabilità per esempio, hanno bisogno di un'assistenza specifica, alcuni un'assistenza medica, per esempio". 

C'è anche chi fa il viaggio nell'altro senso, tre volte alla settimana un treno speciale della Deutsche Bahn, compagnia ferroviaria tedesca, porta in Ucraina beni di prima necessità: la solidarietà tedesca riempie un convoglio ogni due, tre giorni.

Sono ormai oltre tre milioni e 700 mila i profughi che hanno lasciato l'Ucraina dall'inizio dell'invasione. Stando sempre all'Unhcr, che sottolinea come il numero effettivo sia certamente più alto.  Le persone sfollate interne all'Ucraina sono circa sei milioni e mezzo. Stando all' Alto commissariato Onu per i rifugiati genzia delle Nazioni unite per i rifugiati  sono circa 12 milioni gli ucraini che vivono bloccati nelle zone più duramente colpite dal conflitto. "I bisogni umanitari stanno aumentando in modo esponenziale - dice l'Unhcr - Molte persone rimangono intrappolate in aree di crescente conflitto e, con l'interruzione dei servizi essenziali, non sono in grado di soddisfare i loro bisogni primari, inclusi cibo, acqua e medicinali" .