This content is not available in your region

La Francia commemora le stragi di Tolosa. Dieci anni dopo la ferita è ancora aperta

Access to the comments Commenti
Di Debora Gandini
euronews_icons_loading
La Francia commemora le stragi di Tolosa. Dieci anni dopo la ferita è ancora aperta
Diritti d'autore  Thibault Camus/AP

Per la Francia è una ferita ancora aperta. Sono passati dieci anni dagli attacchi terroristici di Tolosa e Montauban. Una scia di sangue che nel nome dell’estremismo islamico ha costretto il Paese e l’Europa, anche negli anni successivi, a fare i conti stragi e paura, da Charlie Hebdo al Bataclan fino all’attacco sul lungomare di Nizza.

Ieri come oggi si sono tenute commemorazioni per ricordare le vittime alla presenza di, rappresentanti della comunità ebraica e delle istituzioni accanto a soldati e cittadini.

Il primo attentato ebbe luogo l’11 marzo del 2012 quando un militare francese fu ucciso da un colpo di pistola a Tolosa. Il secondo risale al 15 marzo quando altri due militari furono uccisi in un centro commerciale. A quattro giorni di distanza altre quattro persone, tra cui tre bambini, rimasero uccisi all'entrata di una scuola ebraica di Tolosa.

Attacchi compiuti per mano di Mohammed Merah, un franco-algerino musulmano allora 23enne, con precedenti penali. Prima di essere ucciso dalla polizia dopo un assedio di due giorni rivendicò gli attentati. Dopo questi fatti il piano Vigipirate, il piano antiterrorismo francese, fu innalzato al grado di massima allerta nella regione dei Midi-Pirenei e nei dipartimenti circostanti.

"Non dobbiamo dimenticare questa barbarie, abbiamo il dovere di ricordare", ha dichiarato Anne-Marie Guyot che da anni si batte per l'associazione Iman, fondata dalla madre di Imad Ibn Ziaten, uno dei soldati uccisi.

Davanti a una targa commemorativa, vicino al municipio di Tolosa, sono state deposte otto rose, una per ogni vita spezzata ma anche per il militare sopravvissuto ma rimasto tetraplegico.

Questa domenica nella città francese si terrà una cerimonia con 2.000 persone, tra questi il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente israeliano l'israeliano Isaac Herzog, gli ex capi di stato François Hollande e Nicolas Sarkozy, ma anche rappresentanti della fede musulmana e centinaia di personalità della società civile.