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Via dalle bombe. Dal confine con la Romania, voci e storie degli ucraini in fuga dalla guerra

Via dalle bombe. Dal confine con la Romania, voci e storie degli ucraini in fuga dalla guerra
Diritti d'autore Andreea Alexandru/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Euronews
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Migliaia i rifugiati che da diversi accessi si stanno riversando in Romania dall'Ucraina. 500 appena i chilometri che separano il confine da Kiev. Per molti, un viaggio della speranza dopo l'orrore e il terrore della guerra. Ecco le loro testimonianze

L'approdo in Romania e la catena della solidarietà

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Migliaia i profughi che da diversi accessi si stanno riversando in Romania dall'Ucraina. Un flusso che sembra aumentare di ora in ora. A Siret, nel nord del Paese, arrivano esausti dopo un tragitto estenuante. Ma ad accoglierli trovano il personale umanitario e la solidarietà dei cittadini

"Ho messo mia moglie al sicuro, ma poi sono tornato in Ucraina per resistere"

Centinaia i volontari che sul posto provvedono alla distribuzione di cibo e generi di prima necessità alle persone in fuga dalla guerra. Tra loro anche Vasili. Lasciata l'Ucraina per portare i familiari al sicuro in Germania, è poi tornato in Patria, per fare la sua parte nella resistenza all'invasione russa. "Mia moglie mi sta aspettando - ci racconta -. Sono partito ormai da tre giorni e lei è li che mi attende. Mi chiama più volte al giorno per chiedermi dove sono, se sto bene. Aspetta con ansia il momento in cui sarò di nuovo al sicuro". 

"Non si è al sicuro da nessuna parte. In un attimo piove un missile e si muore tutti"

Come Vasili, tanti altri si sono anzitutto affrettati ad aiutare le proprie famiglie a lasciare il paese. Alcuni si dicono fortunati perché dispongono anche della nazionalità romena. L'orrore di ciò a cui hanno assistito però non li abbandona. Così come la paura. "Non c'è un luogo in cui stare al sicuro - ci racconta un atro uomo -. I missili possono piovere ovunque e in un attimo muoiono anche donne e bambini. Io ho sette figli. Il più piccolo ha sei anni, ma non ho un luogo dove portarli". "In mattinata abbiamo cominciato a sentire delle forti esplosioni. - racconta un altro -. Abbiamo capito che la situazione si stava deteriorando e così abbiamo lasciato Kiev. Siamo georgiani. Non so come, ma ora proveremo a tornare in Georgia". 

Destinazione Germania e Italia. La lunga marcia

La maggior parte delle persone in fuga dalle bombe prova a raggiungere paesi come Polonia, Germania o anche Italia. Alcuni si concedono però una tappa qui per riprendere forza dopo un lungo tragitto. Una sosta nei banchetti improvvisati dai volontari per mangiare un panino, qualche ora di riposo e poi di nuovo a caccia di un luogo dove trovare un rifugio più stabile.

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