This content is not available in your region

Crisi Russia-Ucraina, Putin: "I nostri interessi non negoziabili"

Access to the comments Commenti
Di Debora Gandini  Agenzie:  Agenzie internazionali
euronews_icons_loading
Crisi Russia-Ucraina, Putin: "I nostri interessi non negoziabili"
Diritti d'autore  Daniel LEAL / AFP

Mentre il mondo guarda con apprensione alla crisi in Ucraina e ai venti di guerra che soffiano sempre più forti, il Presidente russo Vladimir Putin ha deposto una corona di fiori sulla tomba del milite ignoto a Mosca per celebrare la Giornata del difensore della Patria.

Tra i moniti delle cancellerie e le sanzioni internazionali, dopo il riconoscimento delle Repubbliche del Donbass da parte del Cremlino, Putin ha affermato di essere pronto a cercare "soluzioni diplomatiche” con l'Occidente.

“Il nostro Paese è sempre aperto a un dialogo diretto e onesto, ha sottolineato Putin ricordando che tuttavia gli interessi della Russia e la sicurezza del popolo sono una priorità indiscutibile. Continueremo a rafforzare e modernizzare il nostro esercito e la nostra marina, cercando di aumentarne l'efficacia, in modo che siano dotati delle attrezzature più all'avanguardia".

Sanzioni, moniti e schieramenti di truppe

Parole che non convincono molti leader mondiali sempre più propensi a ritenere che l’attacco sia imminente. Dopo la dura condanna espressa dai ministri degli esteri del G7, il Giappone annuncia nuove misure contro la Russia posizione condivisa anche dal Segretario per gli Affari esteri del Regno Unito, Elizabeth Truss. “Anche se Londra non ha prove di sconfinamento di truppe russe nel Donbass – ha avvertito la Truss - la minaccia di un’invasione su larga scala è reale. Di conseguenza la comunità internazionale è pronta ad incrementare le sanzioni."

Un risiko sempre più complicato mentre le immagini satellitari di Maxar sembrano mostrare un ulteriore schieramento di truppe russe nella parte occidentale del paese e in Bielorussia. Nel mezzo il lavoro frenetico del governo di Kiev. Il Consiglio di sicurezza ucraino ha chiesto lo stato di emergenza nel Paese, ad eccezione delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk and Lugansk. La legge marziale sarà introdotta solo se necessario.

Il primo ministro ucraino Denys Shmygal ha fatto sapere che soddisfare le condizioni espresse da Putin va contro le scelte del popolo e di un paese indipendente e sovrano. Sul campo i pesanti bombardamenti hanno lasciato senza elettricità migliaia di residenti nella cittadina di Shchastya nella regione di Lugansk. I riservisti dell’esercito dai 18 ai 60 anni sono pronti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky li ha richiamati in servizio, dopo il riconoscimento da parte della Russia delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nel Donbass (nome che deriva dalla contrazione di Donetsky Bassein, bacino minerario situato lungo il corso meridionale del fiume Donetsk).

Le sanzioni dell'Unione europea e del Regno Unito

Per l'Unione europea, la Russia è sola responsabile di questa crisi, annunciando le proprie sanzioni nei confronti del Cremlino. Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea: "Le sanzioni sono rivolte alle banche che finanziano l'apparato militare russo e contribuiscono alla destabilizzazione dell'Ucraina. E stiamo anche vietando il commercio tra le due regioni secessioniste e l'Unione europea".

Lo stesso Biden ha vietato, con un ordine esecutivo della Casa Bianca, ogni investimento americano nei territori del Donbass. Anche il Regno Unito ha bloccato i beni di diverse banche e oligarchi russi presenti sul territorio britannico.