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I segreti della banca svizzera: 95 miliardi di euro illeciti, Credit Suisse respinge le accuse

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Di Euronews - France Info - Ansa
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I segreti della banca svizzera: 95 miliardi di euro illeciti, Credit Suisse respinge le accuse
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80 miliardi di euro "illeciti"

Credit Suisse "respinge con forza" le accuse di illecito, dopo che le notizie trapelate da un'inchiesta giornalistica internazionale hanno fatto luce su migliaia di conti correnti della banca elvetica, per un totale di circa 100 miliardi di franchi svizzeri (oltre 95 miliardi di euro) di provenienza illecita o criminale.

18.000 conti intestati a 37.000 tra clienti e aziende di tutto il mondo collegherebbero. infatti, Credit Suisse a persone che violano i diritti umani, uomini d'affari che hanno subito sanzioni internazionali, clienti coinvolti in indagini giudiziarie su torture, traffico di droga, riiciclaggio di denaro, corruzione, omicidio e altri gravi crimini.

L'inchiesta giornalistica "Suisse Secrets" è stata pubblica contemporaneamente da The Guardian, Le Monde, Sueddeutsche Zeitung, Miami Herald e altri 40 media in tutto il mondo, in coordinamento con Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP).

Clienti "sospetti"

Tra i clienti "sospetti" di Credit Suisse figurano un trafficante di esseri umani nelle Filippine, un boss della Borsa di Hong Kong incarcerato per corruzione, un miliardario che ha ordinato l'omicidio della sua fidanzata pop star libanese e dirigenti che hanno saccheggiato la compagnia petrolifera statale venezuelana, nonché politici corrotti, dall'Egitto all'Ucraina.

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La notizia apparsa su "Le Monde".Euronews

Senza nominarlo, l'inchiesta giornalistica fa riferimento anche alla vicenda che vede coinvolto il Cardinale Angelo Becciu.
"Un conto di proprietà del Vaticano - si legge nell'articolo - è stato utilizzato per spendere 350 milioni di euro (290 milioni di sterline) in un presunto investimento fraudolento in una proprietà londinese che è al centro di un processo penale in corso contro diversi imputati, tra cui un Cardinale".

L'inchiesta giornalistica riguarda capitali depositati al Credit Suisse soprattutto da clienti provenienti da Africa, Asia, Medio Oriente e Sudamerica. Solo l'1% dei conti "sospett" appartiene a clienti dell'Europa Occidentale.

"Accuse basate su insinuazioni"

Steffen Schmidt/AP2010
La sede di Credit Suisse a Zurigo.Steffen Schmidt/AP2010

Domenica, in una nota stampa, la banca di Zurigo ha dichiarato che le accuse sono "basate su insinuazioni". e ha aggiunto che le notizie apparse sui media sono tratte da "informazioni parziali, imprecise o selettive prese dal contesto, con riferimento ad alcuni presunti casi risalenti addirittura agli anni '40".

Credit Suisse dichiara, altresì, che "circa il 90% dei conti esaminati sono già stati chiusi o erano in fase di chiusura già prima dell'inchiesta della stampa, di cui oltre il 60% sono stati chiusi prima del 2015. Dei restanti conti attivi, le revisioni e altre misure di controllo sono state prese in linea con il nostro standard attuale", conclude la dichiarazione dell'istituto di credito svizzero.

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Il comunicato stampa di Credit Suisse.Euronews