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Proteste in Iran: Teheran minaccia ritorsioni se Usa e Israele intervengono, manifestazioni in Ue

Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026.
Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026. Diritti d'autore  Ebrahim Noroozi/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Ebrahim Noroozi/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Di Malek Fouda
Pubblicato il
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Media e ong riportano di oltre cento morti e più di duemila arresti in Iran dallo scoppio delle proteste anti-regime. Teheran ha annunciato di essere pronta a rispondere in caso di interventi di Usa e Israele. In Europa migliaia in piazza per mostrare sostegno al popolo iraniano

Continuano le proteste anti-regime in Iran. Le strade di Teheran sono state invase da slogan contro il regime, alimentando la più grande manifestazione degli ultimi tre anni.

Nonostante la violenta repressione e un blackout totale di Internet che dura ormai da oltre sessanta ore, i manifestanti continuano a chiedere la rimozione delle autorità religiose. Media internazionali e gruppi per i diritti umani hanno denunciato oltre cento morti di vittime e più di duemila arresti.

Il servizio Netblocks ha confermato su X il blocco delle connessioni e detto che rappresenta "una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani".

Gli Stati Uniti, guidati dal presidente Trump, si dicono pronti ad aiutare il movimento e avvertono l’Iran sulle conseguenze dell'uso della forza. Parallelamente, Israele è in stato di massima allerta per un possibile intervento americano nella regione. Il coordinamento tra Washington e Tel Aviv è stato confermato da un colloquio tra il premier Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato Marco Rubio.

La risposta dell’Iran non si è fatta attendere: il presidente del parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha definito Usa e Israele come obiettivi legittimi in caso di attacco. Durante una seduta del Majlis, le autorità hanno accusato le potenze straniere di fomentare i disordini per minare la stabilità nazionale. Il governo ha promesso colpi durissimi contro chiunque sosterrà le rivolte in corso nel Paese.

Proteste in Europa a sostegno della popolazione iraniana

Sabato migliaia di manifestanti si sono riuniti nelle principali città europee in solidarietà con le proteste in corso nella Repubblica islamica dell'Iran, contro le condizioni economiche che continuano a peggiorare e la crisi dei prezzi dei generi alimentari.

Le persone si sono riunite sul Malieveld, un grande prato all'Aia, per manifestare contro il governo teocratico dell'Iran, dopo che, a pochi giorni dall'inizio delle proteste a fine dicembre, sono emerse notizie secondo cui le forze di sicurezza avrebbero usato la forza letale contro i manifestanti.

I partecipanti alla protesta sono preoccupati per i disordini nel Paese e per i loro familiari e amici, che sono difficili da contattare dopo che il Paese è stato sommerso da un blackout delle comunicazioni.

Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026.
Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026. Ebrahim Noroozi/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

"Sono qui per il popolo iraniano che sta scendendo in piazza in Iran. Sì, voglio contribuire anch'io. In modo che la gente veda che anche noi stiamo manifestando qui. Forse siamo lontani, ma il nostro cuore è con l'Iran", ha detto una donna presente alla manifestazione.

"Io vivo qui, ma tutti i miei familiari e amici vivono in Iran. Non hanno alcuna libertà, non possono dire nulla, non hanno libertà, non hanno libertà di espressione. E non hanno soldi, l'inflazione è incredibilmente alta", ha detto un altro manifestante.

I manifestanti, molti dei quali iraniani che vivono all'estero o di origine iraniana, dicono di avere il dovere di manifestare e mostrare il loro sostegno anche da lontano, mentre gli iraniani in patria, di tutte le età e provenienze, continuano a scendere in piazza per combattere per la loro libertà.

"Quasi tutti quelli che conosco (stanno protestando). Anche mio padre. Ha sessant'anni, ma anche lui ha partecipato alle proteste. Ma non ho contatti con loro, quindi non so se sono ancora vivi".

Un'altra manifestazione si è tenuta a Milano dove i dimostranti si sono ritrovanti davanti al consolato iraniano in via Monte Rosa e hanno anche bruciato delle immagini dell'Ayatollah Khameini.

Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026.
Manifestanti partecipano a una manifestazione a Berlino, in Germania, a sostegno delle proteste di massa in Iran contro il governo, sabato 10 gennaio 2026. Ebrahim Noroozi/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

Centinaia di persone sono scese in strada anche a Berlino. "Sono qui da 10 anni e continuo a vedere che la situazione sta peggiorando sempre di più e credo che questa volta la gente sia allo stremo", ha detto Azadeh, un manifestante.

"Non so, ho sentito spesso dire che questa volta è diverso, non è come prima. La gente è più arrabbiata e non gli importa di essere colpita. Vogliono solo riavere la loro libertà, i loro diritti e il loro Paese", ha aggiunto.

I manifestanti a Berlino dicono di sperare che il loro attivismo porti l'Europa e gli Stati Uniti ad aiutare gli iraniani nella loro lotta per rovesciare il regime.

"Siamo qui oggi per mostrare la nostra solidarietà al popolo iraniano e per questo omicidio di massa da parte del governo iraniano che va avanti da qualche giorno", ha detto Farshad Doustipour.

"Spero che gli europei e gli americani si rendano conto che questo regime sarà comunque distrutto dal popolo e che per farlo abbiamo bisogno dell'aiuto degli europei e degli americani", ha proseguito.

Risorse addizionali per questo articolo • EBU, AFP, AP

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