Washington ribadisce l'allerta sui viaggi e mette in guardia da detenzioni arbitrarie e violenze. Secondo alcuni media, milizie armate starebbero istituendo posti di blocco alla ricerca di cittadini statunitensi
Gli Stati Uniti hanno esortato i propri cittadini a lasciare "subito" il Venezuela alla luce del deterioramento della situazione della sicurezza e della mancanza di assistenza consolare nel Paese, secondo un'allerta emessa dall'Ambasciata statunitense per il Venezuela con sede a Bogotà.
Il Dipartimento di Stato mantiene il più alto livello di allerta per il Paese, il livello 4: "Non viaggiare", in vigore dal 2019.
Nella sua dichiarazione, Washington avverte di "detenzioni arbitrarie, torture durante la detenzione, terrorismo, rapimenti, criminalità, disordini civili e scarse infrastrutture sanitarie", oltre a interruzioni intermittenti dell'energia elettrica e dei servizi. Da marzo 2019, gli Stati Uniti hanno ritirato tutto il personale diplomatico da Caracas e sospeso i servizi consolari, per cui non sono in grado di fornire assistenza di emergenza ai propri cittadini.
L'Ambasciata consiglia agli americani che si trovano ancora in Venezuela di esercitare la massima cautela, di mantenere molteplici canali di comunicazione con familiari e amici e di consultarsi sulle opzioni per lasciare il Paese. Alcune compagnie aeree commerciali hanno ripreso i voli, anche se la disponibilità dei biglietti potrebbe essere limitata.
Instabilità politica dopo la cattura di Maduro
L'avviso degli Stati Uniti arriva in un contesto di crescente instabilità politica e di sicurezza. Secondo la dichiarazione, il Dipartimento di Stato ha ricevuto segnalazioni di milizie armate filogovernative, note come "colectivos", che avrebbero istituito posti di blocco e perquisito veicoli per identificare cittadini statunitensi.
Da quando l'amministrazione Trump ha catturato Nicolás Maduro, le autorità venezuelane hanno respinto questi avvertimenti e affermano che il Paese è "calmo e stabile". Tuttavia, Washington insiste sul fatto che il rischio per i suoi cittadini rimane alto e sottolinea di non avere la capacità di assisterli sul posto.
Tra i liberati anche l'italo-venezuelano Buzzetta Pacheco
L'ong Foro Penal ha confermato sabato la liberazione di altri tre prigionieri politici in Venezuela. Le persone rilasciate sono Didelis Raquel Corredor, Virgilio Valverde e Antonio Gerardo "Nino" Buzzetta Pacheco, quest'ultimo cittadino italo-venezuelano. Nonostante questi rilasci, l'ong segnala che restano in prigione 809 prigionieri politici e che queste scarcerazioni costituiscono poco più dell'1% del totale dei detenuti censiti.