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Desaparecidos d'Africa: scomparsi nelle carceri libiche, 20mila in un anno

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Di Gioia Salvatori
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Il centro di detenzione di Karareem
Il centro di detenzione di Karareem   -   Diritti d'autore  Manu Brabo/Cristobal Serrano

L'inferno dei centri di detenzione per migranti in Libia, posti dove uomini e donne vivono sequestrati, subendo ogni tipo di sopprusi e violenze, è uno scempio di cui il mondo occidentale non si vergogna ancora abbastanza. L'anno scorso di ben 20mila migranti riportati in Libia mentre tentavano di raggiungere l'Europa, si sono perse le tracce: sono i desaparecidos d'Africa. Sono ben un quarto dei migranti intercettati dalle autorità libiche (80mila in 5 anni).

Portati indietro dai libici in centri ufficiali finiscono poi in mano a trafficanti e banditi che vivono dell'industria dei sequesti, denuncia Oxfam. Proprio 5 anni fa, il 2 febbraio del 2017, venne firmato il memorandum Italia - Libia che, col placet e i fondi dell'Europa, dà ai libici ampio raggio d'azione in mare. L'intesa rafforza la collaborazione Italia - Libia, confermata con la dichiarazione di Malta, sottoscritta dai leader dell’Unione europea a La Valletta il giorno dopo il memorandum. Al centro dell'intesa la fornitura di motovedette e formazione ai libici, nonché l'affidamento del pattugliamento del Mediterraneo centrale alla guardia costiera libica.

Pezzati (Oxfam): "Si amplino i canali d'ingresso regolari"

Per il policy advisor emergenze umanitarie di Oxfam Italia Paolo Pezzati, il memorandum firmato 5 anni fa è da cancellare: "L'accordo è stato firmato con l'biettivo di fermare le morti in mare e di sgominare i trafficanti di persone, ebbene a 5 anni da questo accordo possiamo dire che entrambi gli obiettivi sono falliti. Noi chiediamo nell'immediato che venga ritirato e revocato l'accordo Italia- Libia e allo stesso tempo che a livello europeo l'Italia si adoperi finalmente per il superamento, in senso migliorativo e in ottica solidale, del trattato di Dublino".

Tra le altre richieste una missione navale umanitaria europea che non lasci sole le ong, e soprattutto "l'ampiamento dei canali d'ingresso regolari", dice Pezzati. Tutte richieste che gli attivisti del settore avanzano da anni e che da anni cadono nel vuoto.

Oxfam, Amnesty International, l'Onu e tanti altri. Le denunce sulla violazione dei diritti umani nei centri di detenzione libici da anni si moltiplicano ma lo scempio continua.

Da ultimo il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha fatto sapere che sono 12mila i detenuti ufficiali nei centri libici, migliaia sono i detenuti illegalmente, i loro diritti sono sistematicamente violati, ha aggiunto.