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Soldati russi in Kazakistan. "Putin ne approfitta, è un'occupazione"

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Di Euronews
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Un'immagine simbolo: fumo e fuoco al municipio di Almaty.
Un'immagine simbolo: fumo e fuoco al municipio di Almaty.   -   Diritti d'autore  Yan Blagov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Washington preoccupata per l'invio di soldati russi

Preoccupazione di Washington per l'invio di soldati russi in Kazakistan. Sollecitata dallo stesso presidente Kassym-Jomart Tokayev, la mossa è formalmente intervenuta nel quadro di una "missione di peacekeeping", per riportare la calma dopo l'ondata di scontri e violenze che giovedì avrebbe provocato ancora decine di morti. Mentre gli Stati Uniti dicono di monitorare la situazione da vicino, per evitare qualsiasi "violazione dei diritti umani" da parte delle truppe russe, a condividerne le preoccupazioni è anche l'ex Ministro kazako dell'energia, Mukhtar Ablyazov. Dalla Francia, che gli ha concesso l'asilo politico, il controverso politico dell'opposizione parla di "occupazione russa". "Il regime ormai vacilla e cadrà. E' solo una questione di tempo. Il problema è però che Tokajev ha chiesto aiuto a Putin. E Putin, che sogna la rinascita di un'Unione Sovietica, ha approfittato di questa situazione per inviare i suoi uomini. Per noi si tratta di un'occupazione".

Le autorità smentiscono: "Tutto è di nuovo sotto controllo"

Opposta la versione delle autorità, che nell'impossibilità di attendibili verifiche, ribadiscono di tenere ancora saldamente le redini del potere. "Tutte le regioni del Paese sono state liberate e poste sotto protezione rinforzata", si legge in un comunicato diffuso dal Ministero dell'interno nella mattinata di venerdì. Lo stesso testo riferisce poi di "26 criminali armati" e di altri 18 feriti, nel corso delle contestazioni. Inizialmente al via il 2 gennaio a causa dei forti rincari del GPL, le manifestazioni hanno poi assunto la dimensione di più generalizzata contestazione del potere.

Ancora sangue nelle strade. Scontri e pugno duro contro i manifestanti

Cifre circolate nelle ultime ore dalle autorità kazake avevano già riferito di decine di morti, almeno un migliaio di feriti e circa 2.000 arresti.

Rimane pressochè impossibile, tuttavia, appurare in modo indipendente quale sia il bilancio delle violenze, anche per un blocco quasi generale di Internet e della rete dei telefoni cellulari.

Vladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Manifestanti con un bossolo di un proiettile sparato dalla poliziaVladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Le proteste sono nate dal raddoppio del prezzo del Gpl, in un paese ricco di idrocarburi.

A nulla è valso il tentativo di calmierare i prezzi dopo l'inizio della protesta, iniziata nella regione petrolifera del Manghyystau, e dilagata in tutto il Paese.

Ormai è una protesta totale contro il regime del presidente Kassym-Jomart Tokayev.

Mercoledì è stato preso d'assalto il municipio e la residenza presidenziale ad Almaty e l'aeroporto della città più popolosa del Kazakhstan è stato occupato.

Per 24 ore ha regnato il caos, con gli sciacalli che hanno assaltato i negozi.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, ha dichiarato la portavoce della polizia di Almaty, Saltanat Azirbek, molti manifestanti hanno cercato di dare l'assalto a sedi governative e commissariati di polizia per impadronirsi delle armi.

"Decine" di loro sono stati uccisi, ha ammesso la stessa fonte.

Mentre sul fronte opposto le autorità parlano di almeno 18 morti (di cui due decapitati) e 700 feriti tra le forze di sicurezza.

Vladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Proteste con la bandiera del Kazakhstàn.Vladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Qui comanda Putin

Intanto le forze governative hanno ripreso il controllo dell'aeroporto di Almaty, che mercoledì era stato abbandonato nelle mani di alcune decine di oppositori. Ma nel tardo pomeriggio di giovedì gli scontri sono ripresi in città.

Incidenti sono segnalati anche nelle città d Shymkent e Taraz, dove, secondo il ministero dell'Interno, ci sono stati tentativi di assaltare sedi governative.

Ma il presidente Tokayev ha ripreso il controllo della situazione con la forza, chiedendo aiuto alla Russia e ai paesi ex sovietici, suoi alleati.

Le prime truppe inviate da Putin in soccorso dell'amico kazako - soprattutto paracadutisti, ma non solo - sono già arrivate ad Almaty.

"Tokayev manterrà il potere per mezzo di paracadutisti e polizia antisommossa, provenienti principalmente dalla Russia.
D'altra parte, pagherà per questo con la riduzione della propria sovranità statale.
Dipenderà più pesantemente dalla Russia, anche rispetto all'epoca di Nazarbayev.
Putin non si lascerà sfuggire questa occasione".
Dmitry Oreshkin
Analista politico indipendente russo
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L'analista politico Dmitry Oreshkin.Euronews

Tiepide reazioni internazionali

Secondo Mosca, "formazioni armate organizzate" sono all'opera per "minare la sicurezza e l'integrità" del Kazakhstan, finora considerata la più stabile e prospera Repubblica ex sovietica dell'Asia centrale, alleata della Russia ma che negli anni ha attirato enormi investimenti, anche americani ed europei, per sfruttare le sue risorse energetiche.

Contemporaneamente, il ministero degli Esteri russo ha rilasciato una nota per mettere in guardia i paesi occidentali dall'interferenza negli affari kazaki.

Un riferimento apparentemente diretto agli Usa, che hanno reagito duramente parlando di "accuse assolutamente false" e chiedendo "moderazione" alle autorità kazake.

Mentre l'Unione europea si è mostrata neutrale, invitando tutte "le parti ad agire con responsabilità".

La Farnesina, il ministero degli Esteri italiano, ha lanciato un appello perché "si metta immediatamente fine alle violenze" e sottolinea i "rapporti di amicizia" e il "solido partenariato economico" tra l'Italia e il Kazakhstan.

La richiesta di aiuto

Il presidente del Kazakhstan Kassym Jomart Tokayev ha chiesto aiuto ai Paesi vicini, membri dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva per sedare le proteste (la CSTO è un’alleanza militare difensiva stipulata nel 1992 tra alcuni paesi membri della Comunità degli stati indipendenti - Cis - organizzazione regionale alla quale aderiscono molti dei Paesi nati dalla frammentazione e successiva dissoluzione dell’Unione Sovietica). "Queste bande terroristiche sono state addestrate molto bene all'estero e il loro attacco al Kazakhstan dovrebbe essere visto come un atto di aggressione" ha dichiarato il presidente kazako Kassym Jomart Tokayev.

AP/Kazakhstan's Presidential Press Service
Il presidente kazako parla alla nazione dopo le protesteAP/Kazakhstan's Presidential Press Service

Il regime kazako

Il Kazakhstan è considerato importante per la sua posizione strategica. Dalla fine dell'URSS e quindi dal momento della sua indipendenza il 1991 il governo è stato gestito sempre dallo stesso partito.

Tokayev è il successore di Nursultan Nazarbaev, che ha governato il paese per quasi trent'anni e ancora oggi mantiene una grande influenza.

Vladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Scontri per le strade tra manifestanti e polizia.Vladimir Tretyakov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved