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Mar Nero, quattro petroliere greche colpite da droni

Una petroliera in mare
Una petroliera in mare Diritti d'autore  Πηγή: Thenamaris
Diritti d'autore Πηγή: Thenamaris
Di Foteini Doulgkeri
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le quattro imbarcazioni sono attive nell'area e trasportano petrolio e gas provenienti da due dei più importanti giacimenti del Kazakistan

Secondo quanto riferito da sei fonti indipendenti, martedì quattro petroliere di proprietà greca sono state attaccate da droni nei pressi del terminal del Caspian Pipeline Consortium (CPC), che gestisce circa l'80 per cento del petrolio esportato dal Kazakistan.

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A riferirlo è l'agenzia Reuters, che indica come le navi fossero in attesa di caricare petrolio proveniente dai grandi giacimenti di Tengizchevroil e Karachaganak. Si tratta di siti produttivi gestiti da consorzi internazionali che coinvolgono compagnie statunitensi, italiane, russe e kazake.

Quali sono le quattro navi attaccate

La prima nave cisterna, la Delta Harmony, gestita dalla compagnia greca Delta Tankers, doveva caricare petrolio da Tengizchevroil; la seconda, la Matilda, gestita dalla Thenamaris, da Karachaganak. Altre due petroliere, la Freud, gestita dalla greca TMS, e la Delta Supreme, gestita dalla Delta Tankers, sono state allo stesso modo colpite da droni.

Secondo un portavoce della Thenamaris, la Matilda è stata attaccata mentre si trovava in "modalità zavorra", ovvero in una fase in cui i serbatoi non contenevano petrolio ma acqua, a scopo di stabilizzazione. L'imbarcazione si trovava a circa 30 miglia dal terminal CPC. Un incendio è divampato sul ponte, ma è stato immediatamente domato: i danni sono stati lievi e completamente riparabili e non sono stati segnalati feriti. La nave, ha dichiarato la compagnia, è stata rimossa in sicurezza dall'area.

I funzionari della CPC non hanno voluto commentare l'attacco, osserva la Reuters, mentre fonti del settore della sicurezza marittima hanno indicato che non ci sono stati problemi né per la nave né per il carico.

L'oleodotto CPC trasporta il petrolio dai giacimenti del Kazakistan al terminale di Yuzhnaya Ozereyevka sul Mar Nero, vicino a Novorossijsk, in Russia, e rappresenta un hub strategico per le esportazioni della regione verso i mercati internazionali.

I giacimenti di Tengizchevroil e Karachaganak tra i più grandi del Kazakistan

Tengizchevroil e Karachaganak costituiscono due dei maggiori giacimenti del Kazakistan, strategicamente importanti per le esportazioni energetiche. Il primo è una joint venture internazionale, che comprende Chevron (Stati Uniti), KazMunayGas (Kazakistan), ExxonMobil (Stati Uniti), Lukoil (Russia) ed Eni (Italia) come azionisti principali. Gestisce il giacimento di Tengiz nel Kazakistan occidentale, producendo milioni di barili di petrolio all'anno.

Karachaganak, anch'esso una joint venture a cui partecipano aziende come Eni, Chevron, BG Group e KazMunayGas, è invece uno dei più grandi giacimenti di gas e condensati della regione. Quanto estratto viene poi trasportato attraverso il gasdotto CPC verso il Mar Nero. Entrambi i giacimenti sono fondamentali per la sicurezza energetica della regione e per il flusso costante di petrolio e gas verso i mercati internazionali.

Gli attacchi giungono in un momento di grande tensione geopolitica nella regione, con il Caucaso e l'Asia centrale che sono sempre più considerati delle aree cruciali per l'energia e dal punto di vista geopolitico.

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