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I Muvrini, la band corsa torna in tour: ecologia in musica per il dopo Covid

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Di Diego Malcangi  & Stefania De Michele
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La musica dei Muvrini
La musica dei Muvrini   -   Diritti d'autore  Thesupermat

"No, il tuo giorno migliore non è ancora arrivato": cantano così I Muvrini, la band corsa che affonda le radici nella modernità, racconta la tradizione e la proietta nel futuro. Un futuro di speranza, a dispetto della pandemia.

562 giorni lontani dalle scene a causa del Covid

Loro hanno contato i giorni: 562 senza un concerto, dall'11 marzo 2020 al 2 settembre 2021, a causa della crisi sanitaria.
Il ritorno al pubblico è un nuovo inizio: "A volte dico che la distanza ci ha protetti ma i legami ci salvano. Abbiamo bisogno di questi momenti di incontro. Il pubblico è la ricompensa. Il pubblico è la metà del nostro cammino. Il pubblico è il nostro equipaggio. Le musiche e le canzoni prendono vita solo quando le suoniamo su un palco, e quando le condividiamo", commenta Jean-François Bernardini, cantante e leader dei Muvrini.

I Muvrini, ecologia in musica

Ecologisti, messaggeri di un mondo luminoso che - dicono - valorizzi la 'sociodiversità', i Muvrini partono dai luoghi del cuore: "Noi partiamo da un piccolo villaggio (Taglio-Isolaccio - Tagliu-Isulacciu in corso), dal quale vogliamo vedere, ascoltare, aprire le braccia al mondo intero - racconta Bernardini - Più hai delle radici, più apri le braccia. E cerchi nello stesso tempo l'unità che fa stare insieme e la diversità che arricchisce".

I Muvrini hanno iniziato alla fine degli anni settanta grazie ai fratelli Jean-François e Alain Bernardini, figli del poeta e cantore corso Ghjuliu Bernardini.
Gli esordi sono caratterizzati da uno stile tradizionale corso (chitarra e voce, polifonie), prima di sconfinare nella world music e in qualche nuance del pop.

Le loro performance si sono arricchite attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti musicali, come la ghironda e la cornamusa, che hanno arricchito le sue sonorità sin dagli anni '90.

L'intervista integrale (durata: 15 min; lingua: Francese)

Dallo stile corso ai duetti con Sting e Branduardi

Un approccio 'glocal' che ha conquistato i più grandi artisti del panorama internazionale con i quali i Muvrini hanno diviso la scena in più occasioni: "Il bello, nella vicenda che ci unisce a Sting, a Branduardi, a MC Solaar o a Stéphane Eicher, è quello che accade quando due si incontrano: succede qualcosa di imprevisto, di sconosciuto, di indefinibile, una specie di alchimia", conclude Bernardini.

Tre rinvii e adesso di nuovo in tour con l'ultimo album 'Portu in core'.

Ci sono gli stop durante le feste, legati ai picchi pandemici, e bisogna rispettare tutte le cautele del caso, ma le 'pecore selvatiche corse' - questo significa Muvrini - non si arrendono.

Il messaggio è di speranza.

La band ha vinto otto dischi d'oro e due Victoires de la musique in due partecipazioni: nel 1997 (per il title-album "Curagiu"), e finito ex-aequo grazie a Jalalabad nel 2003 (dall'album Umani) nella categoria "Musiques du monde" per la migliore canzone originale.