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Greci e bulgari alla conquista della Turchia. Obiettivo: spese folli in queste feste

Greci e bulgari alla conquista della Turchia. Obiettivo: spese folli in queste feste
Diritti d'autore Emrah Gurel/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Di Debora Gandini
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Greci e bulgari alla conquista della Turchia per acquisti e spese. Tutto merito, si fa per dire, della lira turca che ha perso valore nelle ultime due settimane del 60% rispetto al dollaro. Prezzi competitivi per gli stranieri

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Greci e bulgari alla conquista della Turchia, o meglio della lira turca. Dopo che la moneta ha raggiunto il minimo storico lo scorso 20 dicembre perdendo oltre il 60% del suo valore rispetto al dollaro, migliaia di persone si sono messe in viaggio dai paesi vicini per fare spese folli ad Istanbul dove i prezzi sono più che competitivi. Prima tappa gli uffici di cambio valuta estere e poi i negozi.  

La città turca di Edirne, capoluogo dell'omonima provincia e distante pochi chilometri dal confine con Grecia e Bulgaria, è praticamente presa d'assalto. C’è chi acquista cibo, bevande, articoli per la casa, ma anche benzina per la macchina o abiti e accessori. Con 100 euro, ci spiega ina turista greca, ci comprano regali importanti. E poi fare la spesa è diventato molto conveniente e comodo. Comprerò vestiti e cibo e tutto ciò di cui ho bisogno per i miei figli e i nipoti per le feste.”

Turisti ma anche stranieri che lavorano in Turchia stanno affollando in questi giorni di feste supermercati, pasticcerie e ristoranti. Per i vicini di casa bulgari e greci, con i rapporti tra i due Paesi che non sono certo idilliaci, fare shopping in Turchia è ora un affare. Il rapporto di cambio della lira con lev ed euro è sempre più che conveniente.

Il rapporto di cambio è sempre più che conveniente. Una situazione che per ora non ha inciso troppo sulla crisi economica della Turchia, dove l'inflazione ha superato il 20%, interessando anche i prezzi di beni primari, a partire da quelli degli alimentari.

La lira turca quest'anno ha perso quasi il 40% del suo valore, a causa dell'insistenza del Presidente Recep Tayyip Erdoğan di aver voluto voler mantenere bassi i tassi di interesse (attualmente si attestano comunque al 14%) sui titoli del debito. Una politica portata avanti in un periodo di grande crisi economica dovuta anche alla pandemia da Covid-19. Mentre il Presidente turco cerca di favorire produzione ed esportazioni, i turchi fanno i conti con una recessione pesante. 

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA

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