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Migranti, Bielorussia: il dramma di chi è costretto a tornare indietro

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Di Gioia Salvatori
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Migranti a Bruzgi, Bielorussia - 20.11.2021
Migranti a Bruzgi, Bielorussia - 20.11.2021   -   Diritti d'autore  MAXIM GUCHEK/AFP

In tasca un biglietto di sola andata per Minsk, il sogno di varcare il confine polacco e diventare un rifugiato in Europa che poi si infrange su una frontiera chiusa, quella polacca, blindata da droni, cani e filo spinato.

Miran Moustafa Hassan, curdo iracheno, ha tentato per 4 giorni di fare un buco in quella frontiera ma non c'è riuscito: è tornato indietro in patria a ottobre, ora fa di nuovo il barbiere a Sulaymaniyah in Iraq.

"Ho provato una volta a partire prima, attraverso la Turchia nel 2017, ma poi non sono riuscito a raggiungere l'Europa - racconta - Ora ho sentito che il viaggio in Bielorussia è facile, la gente va in massa, il prezzo non è molto alto e si può arrivare in Germania velocemente".

Così la sua famiglia vende l'automobile per comprare il biglietto aereo con un gruppo turistico per Minsk. "La polizia bielorussa non ci ha forzato - continua Miran - Ci hanno solo chiesto se volevamo andare in Polonia o tornare in Bielorussia. Ovviamente abbiamo detto che volevamo andare in Polonia e ci hanno aperto il confine" - racconta.

MAXIM GUCHEK/AFP
Migranti in un capannone industriale a Bruzgi in Bielorussia - 19.11.2021MAXIM GUCHEK/AFP

Storia di Zeina, profuga yazida respinta verso un campo profughi iracheno coi sui bimbi

Zeina Khalaf è di origine Yazida, anche lei ha tentato l'ingresso in Polonia via Minsk ma è stata respinta e ora vive nel campo di Sinjar in Iraq. "Siamo rimasti bloccati per 13 giorni tra i due confini tra Bielorussia e Polonia - racconta - Ogni sera i bielorussi ci dicevano di prepararci e di muoverci verso la Polonia. Noi dicevamo che c'erano malati e bambini. Ma loro dicevano 'no, dovete andare'.

Solo tre giorni fa la Bielorussia ha rimpatriato 400 iracheni.

Al confine morto un bimbo di un anno

Al confine si contano 4000 migranti e delle vittime. Un giovane siriano è stato sepolto in Polonia dalla comunità musulmana, un bimbo di un anno è morto nella foresta polacca dove si trovava da un mese e mezzo con i genitori. I genitori erano entrambi feriti, lui è morto di stenti. A livello umanitario la situazione è tragica mentre il rimpallo di responsabilità tra Varsavia e Minsk non cessa. Varsavia ha minacciato di interrompere il traffico ferroviario verso il confine se la situazione non "verrà stabilizzata".