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Allarme siccità in Afghanistan. Interviene la Fao per scongiurare crisi umanitaria

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Di euronews
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Contadini afghani
Contadini afghani   -   Diritti d'autore  Tomas Munita/AP2005

Non c'è solo il caos politico in Afghanistan, la siccità mette a dura prova animi e terra. Diventata questa dura come la pietra e a poco serve lavorarla.

Manca l'acqua per irrigarla ma anche l'acqua da bere e il resto viene da sè.

Si stima che 18 milioni di afghani non riescano a mangiare tutti i giorni e che alla fine dell'anno il numero possa arrivare a 22 milioni.

Haji Khair Mohammad è un pastore nomade e vive nella provincia di Kandahar indicando i suoi animali dice che manca il cibo anche per loro, per questo sono magrissimi e non danno latte". Molti alla fine muoiono.

Circa il 70% degli afghani vive in aree rurali e il 25% del Pil afghano è prodotto dal settore agricolo. L'agricoltura resta il perno principale intorno a cui si sviluppa la vita economica del Paese, per questo la Fao ha deciso di sostenerla. Distribuendo semenze e formando i contadini.

 Richard Trenchard, della Fao in Afghanistan non usa mezzi termini: "La situazione è disastrosa, tutti i contadini con cui abbiamo parlato ci hanno detto di aver perso il raccolto quest'anno e son stati obbligati a vendere il bestiame, non hanno più soldi e queste sementi sono assolutamente vitali".

La campagna Fao raggiungerà 1,3 milioni di afghani, consenetendo ai contadini di non vendere il bestiame. È anche un un aiuto volto a bloccare il flusso migratorio che parte da queste zone verso l'Europa.