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In piazza per il clima in tutto il mondo, contro chi decide e dovrebbe fare di più

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Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  AP, AFP
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In piazza per il clima in tutto il mondo, contro chi decide e dovrebbe fare di più
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Neanche la pioggia torrenziale ha fermato le migliaia di manifestanti, che hanno sfilato questo sabato per le strade di Glasgow. E mentre i grandi della terra discutono su come rallentare il cambiamento climatico al vertice della COP26, il popolo alza la propria voce, non solo nella città scozzese, ma in tutto il mondo.

250 manifestazioni organizzate per la Global Day for Action for Climate Justice, da Sydney a Città del Messico, passando per Berlino, Parigi, Nairobi, solo per citarne alcune. Una cosa accomuna tutti coloro che sono scesi per strada ai quattro angoli del globo: la sfiducia verso chi decide, per le promesse non mantenute.

"Non possiamo credere solo a quello che dicono i politici e l'unica cosa che sembra fare la differenza sono le persone, il potere delle persone", dice una manifestante presente alla marcia per il clima a Londra. "Non farebbero nulla se non fosse per Greta, per Extinction Rebellion e per tutte le proteste nel mondo. Quindi dobbiamo continuare in questa direzione".

La polizia ha fermato diversi manifestanti del gruppo ambientalista Extinction Rebellion, a Bruxelles, mentre questi bloccavano la via delle istituzioni europee. Chiedevano ai politici di assumersi la responsabilità della crisi climatica.

Anche Istanbul ha avuto la sua marcia per il clima. Al ritmo dei tamburi e con le mani sporche di sangue, i manifestanti hanno chiesto gesti concreti ai leader mondiali. "Alla COP26 sono stati dati obiettivi per il 2050", dice un docente universitario. La trasformazione energetica è la questione più importante e vogliamo una data più vicina per l'uscita dal carbone. Non si può rimandare così a lungo, perché il cambiamento climatico si fa sentire ogni giorno di più".

Mentre fuori nel mondo si teneva il Global Day for Action for Climate Justice, dentro lo Scottish Event Campus di Glasgow i negoziatori si riunivano per il settimo giorno. L'obiettivo era quello di terminare le bozze dell'accordo, che verranno poi approvate dai ministri durante la prossima settimana.