This content is not available in your region

Altissima tensione tra Algeri e Marocco, dopo l'uccisione di camionisti algerini

Access to the comments Commenti
Di Antonio Michele Storto  Agenzie:  AFP
euronews_icons_loading
Altissima tensione tra Algeri e Marocco, dopo l'uccisione di camionisti algerini
Diritti d'autore  أ ف ب

Altissima tensione tra Algeria e Marocco, i cui rapporti - già da tempo pessimi - rischiano ora di farsi esplosivi, dopo l'uccisione di 3 autotrasportatori per la quale il governo di Algeri ha puntato il dito su Rabat.

I 3, tutti cittadini algerini, viaggiavano - dalla capitale mauritana Nouakchott alla città algerina di Ouargla - su un'autostrada in un tratto del Sahara Occidentale che è da sempre oggetto di forti tensioni tra i due paesi.

Secondo la ricostruzione delle autorità algerine, il loro camion sarebbe stato bombardato da forze marocchine: "un attacco barbaro - commentano dall'ufficio presidenziale di Algeri - che non rimarrà impunito".

Nessun commento, per ora, è arrivato dal Marocco.

Malanimo sahariano

Il Sahara occidentale è controllato all'80% dal Marocco, che considera la regione, ricca di fosfati e adiacente alle acque pescose dell'Atlantico, come parte integrante del suo territorio.

Il malanimo con l'Algeria è dovuto principalmente al sostegno e all'ospitalità che Algeri ha, da lungo tempo, accordato ai ribelli indipendentisti del Fronte Polisario: esattamente un anno fa, a novembre del 2020, questo ultimi hanno dichiarato "nulla e non valida" la tregua con Rabat, dopo che le forze marocchine hanno forzato un blocco che gli irredentisti avevano eretto su un'autostrada verso la Mauritania, la cui costruzione, per il Polisario, sarebbe avvenuta in violazione del cessate il fuoco.

In agosto, l'Algeria ha rotto i legami diplomatici con il Marocco citando "azioni ostili" - accuse che Rabat ha respinto.I

Da allora, anche le tensioni tra i due paesi sono tornate ad aumentare fino al parossismo: appena qualche giorno fa, Algeri ha chiuso i rubinetti del gasdotto che attraversa il Marocco, interrompendo così anche un'importante fornitura energetica destinata alla Spagna, alla quale è stata promessa una compensazione finanziaria.

Situazione "significativamente deteriorata"

Le uccisioni segnalate hanno avuto luogo lunedì, ma pochi dettagli erano emersi e non c'era stato alcun commento immediato da Algeri o Rabat.

Il comunicato algerino non ha specificato il luogo del colpo.

Ma Akram Kharief, editore del sito web algerino MenaDefense, ha detto che "i camionisti algerini sono stati uccisi a Bir Lahlou", lungo un'autostrada di 3.500 chilometri che passa attraverso parte del Sahara occidentale controllato dal Polisario.

La Mauritania ha detto che le morti non hanno avuto luogo sul suo territorio.

La dichiarazione algerina non ha detto quali armi sarebbero state usate, ma il Marocco a settembre ha preso in consegna dei droni da combattimento Bayraktar di fabbricazione turca, secondo Far-Maroc, un sito privato di notizie militari.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha avvertito che la situazione nel Sahara occidentale è "significativamente peggiorata" tra il 2020 e il 2021.

Venerdì, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha chiesto nuovi colloqui di pace, in una risoluzione che l'Algeria ha definito "fondamentalmente squilibrata".

L'anno scorso, allo scadere del suo mandato, l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimescolato bruscamente le carte negli equilibri diplomatici tra i due paesi, riconoscendo la rivendicazione del Marocco sul Sahara Occidentale, con la contropartita diplomatica di una normalizzazione dei legami di Rabat con Israele.

L'amministrazione del suo successore Joe Biden non ha ancora confermato o annullato la decisione.

Algeri ha rifiutato un ritorno alle tavole rotonde tenute l'ultima volta nel 2019 con gli alti funzionari del Marocco, dell'Algeria, della Mauritania e del Polisario: la posizione algerina è che, evitando i colloqui bilaterali con il Polisario, Rabat cerchi di dipingere il conflitto come una schermaglia "regionale, artificiale" piuttosto che di "decolonizzazione".