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Uzbekistan: le scuola viaggia in bus (e va a casa di chi non ce l'ha)

Di Galina Polonskaya  & Euronews
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Uzbekistan: le scuola viaggia in bus (e va a casa di chi non ce l'ha)
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Le "scuole mobili": portare l'istruzione a chi non ce l'ha

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. È il caso di Zilola Masharipova: una delle insegnanti delle "scuole mobili", istituite in Uzbekistan, per portare l'istruzione nei villaggi più remoti e meno accessibili del Paese. "Le scuole mobili permettono ai bambini dai 3 ai 7 anni di accedere a un'istruzione di qualità, anche nei più remoti villaggi delle zone rurali - ci dice -. Questo permette loro di godere di opportunità pari a quelle dei loro coetanei che vivono in città".

La pedagogia è volta a stimolare le propensioni naturali dei bambini. Ciascuno è invitato ad approcciare gli argomenti proposti con estrema libertà. Molti genitori vedono in questa iniziativa una preziosa opportunità per i loro figli. "È un'occasione di emancipazione e di ascesa sociale per i nostri bambini - ci dice la mamma di un piccolo alunno -. Imparano a disegnare, scrivere, contare. E poi, grazie a diversi giochi, vengono stimolati intellettualmente. Noi genitori siamo contentissimi".

Rivoluzione copernicana nella pedagogia. Al centro adesso è il bambino

Nel 2012 meno di un quarto dei bambini uzbeki fra i 3 e i 7 anni avevano avuto accesso all'istruzione. Una proporzione, che nelle zone rurali scendeva addirittura all'8,5%. Dal 2017 gli sforzi per riformare il sistema si sono moltiplicati e oggi il tasso è salito al 60%. L'obiettivo è però di fare anche meglio, rendendo l'istruzione accessibile a tutti. La scuola è ora obbligatoria a partire dai 6 anni.

Un processo, accompagnato anche da una profonda revisione dei metodi pedagogici. Tra gli approcci innovativi sperimentati negli ultimi anni, la centralità del bambino nel processo di apprendimento. "Prima, la figura chiave era l'insegnante - ci spiega Irina Grosheva, esperta del Ministero dell'educazione -. Adesso al bambino viene riconosciuto un ruolo più attivo. È lui che sceglie le attività a cui dedicarsi. Lo scopo è permettere ai bambini di sviluppare creatività e pensiero critico. Puntiamo molto sulla creatività, come elemento chiave nella costruzione della personalità del bambino".

A sostenere l'Uzbekistan in questo processo è anche la Banca Mondiale. "Sosteniamo un approccio educativo basato sulla centralità dei bambini - spiega Marco Mantovanelli, responsabile della Banca Mondiale in Uzbekistan -. Un approccio che li stimoli fin dalla più tenera età, a risolvere i problemi. Una simile attitudine è cruciale per aiutarli a svilupparne un approccio positivo al seguito del loro percorso formativo".

Risolvere i piccoli problemi quotidiani per crescere e imparare meglio

A Shikhmakhshad, un altro piccolo villaggio della regione di Khoresm, la democratizzazione dell'accesso all'istruzione passa da un esperimento pedagogico, chiamato "gruppo di gioco ". Otto le iniziative del genere avviate nel Paese, grazie al sostegno dell'UNICEF. "Prestiamo molta attenzione e puntiamo molto sullo sviluppo del pensiero critico e della capacità a interagire, sulla risoluzione anche di piccoli problemi quotidiani - spiega la rappresentante UNICEF in Uzbekistan, Munir Mammadzade -. E da questo partiamo, anche per ridefinire il percorso formativo degli insegnanti".

L'approccio dei neo-insegnanti: "Aprirsi ai bambini, perché ci accolgano nel loro mondo"

La profonda revisione dell'approccio pedagogico ha reso più attrattivo anche il complesso delle professioni legate all'insegnamento. Nadina Nabieva frequenta la coreana Bucheon University, che ha da poco aperto anche a Tashkent. Chi salirà in cattedra, impara quindi a "insegnare con creatività"."Nel nostro lavoro, la cosa più importante è restare bambini dentro. Solo così i bambini si apriranno a noi e ci accoglieranno nel loro mondo".

Journalist • Galina Polonskaya