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I diktat di Mosca: "talebani riconosciuti quando rispetteranno le promesse"

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Di Debora Gandini
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I diktat di Mosca: "talebani riconosciuti quando rispetteranno le promesse"
Diritti d'autore  AP Photo/Alexander Zemlianichenko, Pool

Con il summit di Mosca sull’Afghanistan, la Russia cerca di aumentare la pressione sui talebani affinché formino al più presto un governo inclusivo, rispettando le promesse fatte in termini di diritti umani e lotta al terrorismo.

Il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che il Cremlino "riconosce" gli sforzi della nuova amministrazione afghana per "stabilizzare la situazione dal punto di vista militare e politico”. La Russia si dice soddisfatta del livello di interazione con il nuovo governo dell'Afghanistan pur con qualche nodo ancora da scogliere.

Secondo Zamir Kabulov, l'inviato presidenziale russo per l'Afghanistan. il movimento dei talebani sarà riconosciuto solo quando comincerà ad essere all'altezza della maggior parte delle aspettative della comunità internazionale, mettendo in guardia Kabul a non usare l’Afghanistan come base di appoggio per azioni contro i Paesi vicini.

Le rassicurazioni di Kabul

Da parte loro i talebani hanno rivendicato l'inclusività dell'attuale esecutivo - dove però non sono presenti donne e minoranze – promettendo che presto ci saranno delle riforme. "Ogni paese ha le sue condizioni, ha dichiarato Abdul Salam Hanafi, Vice Primo Ministro ad interim nel governo talebano. Le donne sono nostre sorelle e madri, sono rispettate da tutti noi. Creeremo le condizioni per dare loro il giusto spazio nell'ambito del rispetto della sharia".

Isolare l'Afghanistan non è nell'interesse di nessuno. Ma attorno a quel tavolo dove c’erano talebani, russi, cinesi e iraniani mancavano gli Stati Uniti che hanno congelato le riserve della Banca centrale del Paese. Un forfait che potrebbe pesare sui negoziati in corso.

I colloqui hanno coinvolto i dieci Paesi della regione, così come una delegazione di alto livello del movimento talebano (fuorilegge in Russia). Le consultazioni di Mosca - note come formato di Mosca - sono state lanciate nel 2017 sulla base di un meccanismo a sei parti che coinvolge gli inviati speciali di Russia, Afghanistan, India, Iran, Cina e Pakistan.

Altro dossier chiave sul tavolo del vertice era la sicurezza. I timori sono gli stessi ovvero che i talebani - come negli anni '90 con Al Qaeda - possano tornare ad ospitare gruppi terroristi sul suolo afghano. Una possibilità esclusa dal ministro degli Esteri, Amir Khan Muttaki.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA