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Resti dei piccoli indigeni ritrovati: la visita tardiva del premier Trudeau

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Di Cinzia Rizzi  & Euronews
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Resti dei piccoli indigeni ritrovati: la visita tardiva del premier Trudeau
Diritti d'autore  Jonathan Hayward/THE CANADIAN PRESS

La vita non è più quella di prima a Kamloops, nel Canada occidentale, cinque mesi dopo il ritrovamento vicino a un collegio dei resti di centinaia di bambini indigeni. In queste scuole, gestite dalla chiesa cattolica, i bambini venivano portati con la forza, strappati alle loro famiglie, per un programma di integrazione alla cultura canadese.

Il premier canadese, Justin Trudeau, ha visitato Kamloops questo lunedì, per la prima volta dopo la macabra scoperta. "Nessun bambino avrebbe mai dovuto essere portato via dalla propria casa e costretto al sistema dei collegi", ha detto Trudeau. "A nessun bambino avrebbe mai dovuto essere insegnato che la sua lingua, la sua cultura, la sua identità non hanno valore. È inaccettabile che questo sia stato fatto ai vostri figli".

Per la comunità indigene, però, Trudeau ha aspettato troppo tempo, prima di visitare Kamloops. Ed è stata difficile da digerire anche la sua vacanza, presa proprio durante la prima giornata nazionale di omaggio alle vittime indigene.

La comunità ha chiesto al governo canadese e alla Chiesa cattolica di fare di più per l'identificazione dei resti ritrovati. Dopo la scoperta alla Kamloops Indian Residential School, oltre mille tombe senza nome sono venute alla luce intorno ad altri collegi in Canada. Papa Francesco si era detto sconvolto. A dicembre tre delegazioni di nativi canadesi saranno ricevute in Vaticano.

Tra la fine del XIX secolo e gli anni 90, circa 150.000 bambini nativi sono stati messi in queste scuole e almeno 3.200 di loro sono morti, a causa di abusi e negligenza.