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Russia, un paese di "agenti stranieri". Aggiornata la lista tra giornalisti e oppositori

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Di Debora Gandini
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Proteste anti-Putin
Proteste anti-Putin   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore Igor Volkov/Copyright 2020 The Associated Press
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Un paese di "agenti stranieri". In Russia dal 2012 vige la legge dove oltre a molti giornali anche centinaia di ONG che ricevevano fondi dall’estero hanno subito una profonda riduzione delle donazioni o danni alla reputazione. La black list del Cremlino ora è stata aggiornata. Sono state aggiunte dal Ministero della Giustizia ventidue nuove persone e diverse organizzazioni, tra cui il gruppo di assistenza legale OVD-Info e un pilastro della libera informazione Mediazon.

“Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, ha dichiarato Grigory Okhotin, cofondatore di OVD Info. Non sappiamo ancora cosa comporterà essere nella lista di agenti stranieri. Sicuramente delle difficoltà.

A Mosca sono stati intanto stabiliti dei procedimenti giudiziari nei confronti di alcuni esponenti di queste organizzazioni. "Non è una sorpresa quello che è accaduto. Fa parte della campagna di pressione sulle società e sui media indipendenti”, ha sottolineato Okhotin. “Questo modo di fare non è iniziato oggi. Ma è bizzarro che stia accelerando nel mezzo della campagna per l'abolizione della legislazione sugli agenti stranieri."

Il primo settembre scorso i vertici di oltre 20 testate di stampa indipendenti hanno chiesto di cancellare l'attuale elenco di “agenti stranieri” e di modificare l'attuale normativa. Una sorta di petizione inviata al Presidente Vladimir Putin che ha promesso di prendere in considerazione l'appello dei giornalisti.

Attacchi alla libertà di stampa: il caso Meduza

Secondo il rapporto annuale 2019-2020 di Amnesty International, “la situazione dei diritti umani della Russia ha continuato a deteriorarsi e i diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica sono stati considerevolmente ridotti, nella legge e nella prassi. Coloro che tentavano di esercitare questi diritti hanno dovuto affrontare ritorsioni, comprendenti tra l’altro vessazioni e maltrattamenti da parte della polizia, arresti arbitrari, imposizione di pesanti ammende e in alcuni casi procedimenti penali e carcerazioni”.

Inoltre, secondo il World Press Freedom Index 2021, la Russia si trova al 150° posto su 180 paesi per libertà di stampa. E gli avvenimenti degli ultimi mesi non possono che confermare questa posizione. A partire dallo scorso aprile, ci sono state perquisizioni che hanno coinvolto media considerati indipendenti e diversi giornalisti investigativi.

Oltre a perquisizioni e arresti di giornalisti che hanno documentato le proteste pro-Navalny, uno degli eventi più importanti, avvenuto lo scorso aprile, è stato l’inserimento del noto media indipendente Meduza nella lista dei cosiddetti “agenti stranieri”.

Risorse addizionali per questo articolo • Associated Press