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La storia di Sayed: ieri ministro in Afghanistan, oggi rider in Germania

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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  AFP
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Sayed Sadaat, rifugiato afghano in Germania e rider
Sayed Sadaat, rifugiato afghano in Germania e rider   -   Diritti d'autore  via AFP video
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Una volta era ministro in Afghanistan. Oggi fa il rider in Germania. Sayed Sadaat, ex ministro delle telecomunicazioni afghano dal 2016 al 2018, diede le dimissioni perché stanco del sistema corrotto nel suo Paese. Dopo aver accettato un lavoro da consulente nel suo Paese, nel 2020 decise di andarsene, quando la situazione iniziò a diventare più tesa e meno sicura.

Trasferitosi a Lipsia, ha iniziato a consegnare pasti a domicilio in sella alla sua bicicletta. Fa questo lavoro per sei ore nei giorni feriali e da mezzogiorno alle 22 il sabato e la domenica.

È lui stesso a raccontare la sua storia, tra una consegna e l'altra, vestito con la divisa della società per cui lavora e il classico zaino cubico, nel quale infila pizze, sushi e quant'altro: "Per me questo è un lavoro esaltante. Vado un po' dappertutto, scopro posti nuovi e diversi, vedo la campagna... Esploro la zona intorno a me, insomma. E allo stesso tempo faccio esercizio fisico, con la mia bicicletta. Pedalo circa 1.200 chilometri al mese, faccio un bel po' di ciclismo".

Una storia simile a tante altre

La storia del 50enne è la storia di molti rifugiati afghani, ma non solo, che hanno dovuto lasciare lavori con eccellenti prospettive nel proprio Paese, per farne altri più modesti all'estero. Ma si ritengono già fortunati di aver trovato qualcosa. "Non tutti gli immigrati sono qui solo per prendere i soldi dello stato", spiega l'uomo. "Molti lavorano duramente, pagano le tasse e fanno anche cose positive per il proprio Paese. Io penso che molti immigrati riusciranno a integrarsi nella socitetà e a contribuire con le loro competenze".

Durante la sua pausa, Sayed Sadaat racconta come l'attuale situazione in Afghanistan potrebbe aprirgli alcune porte: magari come consigliere del governo o per altri enti, dato che nessuno meglio di lui conosce gli afghani. In attesa di una chiamata, l'ex ministro intanto sta studiando bene il tedesco. Per quattro ore al giorno, segue corsi di lingua, nella speranza di riuscire a migliorare e poter comunicare più facilmente con gli altri.

Dalla crisi migratoria del 2015, circa 210.000 afghani hanno chiesto asilo in Germania. Dopo i siriani, sono la nazionalità prevalente di richiedenti asilo nel Paese più popoloso d'Europa. Solo in questi giorni, dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, Berlino ha evacuato 4.000 cittadini afghani.