Budapest, manifestanti anti-Pegasus in piazza per chiedere risposte al governo

A Budapest, un migliaio di manifestanti è sceso in piazza per chiedere risposte alle accuse secondo cui il governo del Paese avrebbe utilizzato lo spyware Pegasus per monitorare segretamente giornalisti, avvocati e figure economiche anti-regime.
"Non possiamo più vivere in questo Paese - dice un manifestante - non mi interessa che mi stiano spiando, almeno conoscono la mia opinione".
La marcia è partita da un edificio che ospitava la Polizia segreta dei regimi magiari comunista e fascista nel XX secolo.
L'indagine che ha scoperchiato il vaso di Pandora ha mostrato che i dispositivi digitali di circa 300 persone erano stati presi di mira dallo spyware.
"Viviamo in uno Stato completamente controllato - dice l'europarlamentare Anna Donáth - dove il governo può vedere i tuoi segreti più temuti, possono spiarti solo perché non sei d'accordo con il sistema".
Prodotto da un’azienda israeliana e venduto ai governi per contrastare il terrorismo e la criminalità, il programma-spia sarebbe stato utilizzato da governi autoritari di tutto il mondo per sorvegliare giornalisti, attivisti per i diritti umani e politici.