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Muore il cronista De Vries ma non muore la sua battaglia per la verità

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Di Paolo Alberto Valenti
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Muore il cronista De Vries ma non muore la sua battaglia per la verità
Diritti d'autore  Peter Dejong/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Dopo l'annuncio della morte non si sono fatti attendere i mazzi di fiori nella stradina di Amsterdam in cui il giornalista investigativo Peter R. de Vries era stato colpito il 6 luglio da numerosi colpi di arma da fuoco.

L'emozione è grande in tutti i Paesi Bassi

"Aveva le sue idee. Non sono sempre stato d'accordo con lui, ma non conta. Si batteva per la libertà di parola. Peccato che sia dovuto finire così...": commenta un passante. “Sono molto triste, un uomo così forte che aiutava tutti. Finire così...proprio no" gli fa eco una signora venuta come tanti a deporre i fiori nel luogo dell'agguato.

Un cronista implacabile molto noto ai politici

Famoso per i suoi editoriali implacabili e la caccia alla criminalità era ben noto anche al mondo politico nordeuropeo, per questo anche il premier Mark Rutte ha dovuto prendere la parola. “Peter R. de Vries non era un uomo facile. Tutti noi olandesi siamo cresciuti con lui nei decenni in cui ha combattuto per la giustizia. Abbiamo notato tutti quanto fosse fedele, non era uno che si arrendeva. Abbiamo visto come è rimasto al fianco delle persone che ha aiutato. Famiglie che hanno attraversato momenti terribili e le ha sempre sostenute": ha detto Rutte.

Una vita consacrata alla cronaca più dura

Peter R. De Vries aveva 64 anni, spesi nel settore più scomodo del giornalismo investigativo. Si era fatto conoscere per i suoi coraggiosi reportage che squarciavano il velo sulla malavita olandese. L’agguato che lo ha portato alla morte è avvenuto poco dopo un suo intervento in un talk show televisivo nel quale era quasi ospite fisso. Due uomini, un olandese di 21 anni e di un polacco di 35 anni che risultano residenti nei Paesi Bassi sono stati già messi in stato di fermo in relazione alla morte del cronista.