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Messico violento: le "ronde" dei cittadini contro i narcotrafficanti (e López Obrador non fa niente)

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews World
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"Basta morti, abbasso l'ingiustizia".
"Basta morti, abbasso l'ingiustizia".   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Pick up carichi di uomini armati si muovono liberamente per le strade dello stato del Michoacán, in Messico, uno dei paesi più violenti al mondo.

Dicono di essere coltivatori di avocado, che si ribellano all'assedio del crimine organizzato e delle bande del traffico di droga, la cui violenza si è ancora una volta intensificata.

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Una camionetta dei coltivatori di avocado, armati fino ai denti.AP Photo

Armati di fucili, gli uomini incappucciati pattugliano le piantagioni di Ario de Rosales, dove mantengono posti di blocco e hanno eretto trincee e barricate.

"Dobbiamo essere armati..."

In questa zona, nell'ovest del Messico, lo stato è inesistente.
E pullulano oltre 200 organizzazioni armate di narcotrafficanti, attive in tutto il paese, tra cui le più pericolose sono il Cartello Jalisco Nueva Generacion e Los Viagras.

"Abbiamo bisogno di essere armati per difenderci. Prima, eravamo disarmati... Venivano a fare quello che volevano con noi, ci rubavano i carretti di avocado e ci ridevano in faccia... Adesso non succede più", dice un membro del gruppo Pueblos Unidos, che preferisce restare anonimo.

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"Abbiamo bisogno di essere armati per difenderci...".AP Photo

"Non siamo giustizieri della notte"

L'opposizione al governo del presidente Andrés Manuel López Obrador lo accusa di aver scelto di non combattere frontalmente i cartelli della droga.

Per il presidente, i gruppi di autodifesa dei cittadini finiscono per aiutare i criminali a trovare dei "facili bersagli".

"Non siamo giustizieri della notte, siamo costretti a difenderci", dice una donna, "siamo qui perchè siamo molto insicuri. Lo stato non fa niente. Noi stiamo lottando per noi, per i nostri figli e per le nostre famiglie".

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"Lo facciamo per i nostri figli e per le nostre famiglie".AP Photo

Si stima che in Messico ci siano circa cinquanta gruppi di cittadini che hanno formato organizzazioni di autodifesa di quartiere.

Violenza senza fine

Gli episodi di violenza sono sempre più frequenti. La polizia può fare ben poco.

In maggio ci sono stati 2.963 omicidi in Messico.
Dall'inizio dell'anno sono stati 14.243, secondo i dati ufficiali del governo.

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Il gruppo di autodifesa non allenta la presa.AP Photo

In uno degli episodi più gravi, sospetti uomini armati del Cartello del Golfo hanno ucciso 15 persone a Reynosa, stato di Tamaulipas, il 19 giugno.
Quattro killer sono stati feriti da agenti di polizia.

Uno degli uomini armati arrestati ha dichiarato che il massacro aveva lo scopo di "riscaldare la piazza", un metodo di uccisioni casuali per attirare l'attenzione delle autorità su certe zone e distoglierla da altre.

Il 29 giugno, nove corpi sono stati trovati vicino a Ciudad Miguel Alemán, ancora nel Tamaulipas, dove i criminali stanno combattendo per il controllo di un ponte di confine con il Texas, da cui transitano droga, armi e migranti senza documenti.

In quegli stessi giorni, uno scontro tra bande di narcotrafficanti ha causato 18 morti nello stato di Zacatecas, dove i cadaveri di due agenti di polizia sono stati appesi a un ponte.

Le zone più calde del Messico, ora, sono effettivamente gli stati del Michoacán (a ovest), Tamaulipas (nord-est, al confine con gli Stati Uniti) e Zacatecas (nel nord del paese).

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