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Slovenia, libertà di stampa ancora sotto minaccia

Di Shona Murray
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Slovenia, libertà di stampa ancora sotto minaccia
Diritti d'autore  JURE MAKOVEC/AFP
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Una corsa alle donazioni per la sopravvivenza, l'agenzia di Stampa pubblica slovena, Sta, non riesce più a pagare gli stipendi ai suoi redattori e ha lanciato quindi un appello ai suoi sostenitori a donare per non tagliare l'ossigeno all'informazione indipendente.

I finanziamenti statali sono stati bloccati a causa di alcuni cavilli formali che per i giornalisti non sono altro che un attacco alla libertà di stampa da parte del primo ministro ultraconservatore, Janez Janša, che in passato ha definito l'agenzia Sta una “disgrazia nazionale”. Janša, che si trova ora a guida del Consiglio europeo fino alla fine del 2021 a Bruxelles dovrà difendersi dalle accuse rivolte da diverse istituzioni e organizzazioni giornalistiche di voler limitare la libertà di stampa.

Nell'ultimo rapporto dell'International press institute, viene lanciato l'allarme sul peggioramento delle condizioni della libertà di stampa in Slovenia coinciso con il ritorno al potere di Piovono critiche su Jansa a Strasburgo. Il premier sloveno è alla guida del semestre europeo fino a dicembre a marzo del 2020.

Secondo Mihael Šuštaršič, giornalista della Sta, “Questa situazione di precarità è insostenibile per molti colleghi che hanno deciso di andarsene, abbaimo già perso circa il 10% dei redattori - racconta il giornalista sloveno - E noi che restiamo dobbiamo lottare per garantire un servizio di informazione indipendente ma lavoriamo con l'ansia di poter chiudere il mese prossimo.”

Il premier sloveno è stato anche accusato di avere toni indimidatori, da bullo, nei confronti di alcuni cronisti su Twitter. L'organizzazione giornalistica internazionale non nasconde i timori che Jansa, ispirato dal suo omologo ungherese Victor Orban, stia tentando di imporre un limite alle critiche della stampa indipendente nonostante i due stati siano delle democrazie liberali.

Euronews ha chiesto al governo sloveno come mai abbia interrotto i fondi statali. “Il direttore della Sta, Bojan Veselinovič - ha spiegato il governo sloveno in una nota - si è rifiutato di consegnare la documentazione richiesta per poter procedere alle valutazioni sulle quali si basano le erogazioni dei fondi pubblici. In questo caso il dipartimento della Comunicazione del governo ha semplicemente eseguito una clausola nel contratto che prevede la sospensione dei fondi”.

L'agenzia di stampa slovena ha smentito di aver rifiutato di consegnare i documenti richiesti. Vero o no, la questione della libertà di stampa sembra gettare delle ombre sulla presidenza slovena del semestre europeo che durerà fino alla fine dell'anno.