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Covid in Europa, la variante movida

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Afp, Ansa
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Barcellona è tornata alla normalità
Barcellona è tornata alla normalità   -   Diritti d'autore  Joan Mateu/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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In Spagna stanno crescendo i contagi tra under 29, complice la ripresa della movida. In Cantabria, un'ordinanza regionale ha chiuso le discoteche e i pub notturni in 16 comuni, compreso quello del capoluogo Santander. In diversi comuni della provincia di Pontevedra, in Galizia, l'apertura dei locali notturni è stata posticipata a causa dei cluster individuati tra ragazzi tornati da gite di fino anno alle Baleari. Diverse discoteche della Catalogna (nordest della Spagna) hanno deciso autonomente di chiudere i battenti. La discoteca Cocoa di Matarò, una delle più grandi della provincia di Barcellona, ha comunicato che la decisione di chiudere volontariamente è stata presa per "contribuire al miglioramento della situazione epidemiologica".

In Italia discoteche chiuse

Mentre nella vicina Austria si balla al chiuso, in Italia non è stata ancora fissata una data per la riapertura delle discoteche, cosa che ha causato non pochi mal di pancia. "Feste e balli in piazza sì, in discoteca no! È scandaloso" si è lamentato il segretario romano della Silb (sindacato locali da ballo), Antonio Flamini, dopo le scene a Piazza del Popolo a Roma dopo la partita Italia-Belgio, dove centinaia di persone "saltavano, ballavano e si abbracciavano in barba a qualsiasi controllo e sicurezza sanitaria, con tanto di dj set" mentre i locali, "che potrebbero garantire maggior sicurezza e controllo", restano chiusi.

A Mosca record di contagi

Mosca registra domenica 4 luglio un altro record di contagi con oltre 25mila nuovi casi, cifra mai così alta dal 2 gennaio. Nelle Federazione il numero dei vaccinati è molto basso. Nonostante la battente campagna del governo solo il 16 percento ha accettato lo Sputnik.

Il monito dell'Oms

Mentre in tutta Europa si sta riprendendo la vita normale l'Organizzazione mondiale della Sanità invita ad essere prudenti:

Siamo in un periodo della pandemia molto pericoloso. Nei paesi con una bassa copertura vaccinale le scene degli ospedali stracolmi stanno tornando a essere la norma. Ma nessun paese sulla Terra può pensare di essere fuori pericolo. La variante Delta è pericolosa, continua a evolvere e a mutare, il che richiede una costante valutazione e cauti aggiustamenti nella risposta della sanità pubblica.
Tedros Adhanom Ghebreyesus
direttore generale Oms

I numeri della pandemia nel mondo

Dall'inizio della pandemia i morti sono 3.974.841, secondo i calcoli di Afp. Più di 183 milioni sono i casi ufficialmente diagnosticati. Nella sola giornata del 3 luglio sono stati calcolati 7.796 morti in tutto il mondo e 395mila nuovi casi. A reggere il triste primato di vittime nell'ultimo bilancio sono il Brasile, l'India e l'Uganda.

Dall'inizio dell'epidemia invece il paese più colpito sono gli Usa con oltre 600mila decessi, a seguire il Brasile (più di 523mila), l'India (oltre 400mila), il Messico (233mila) e il Perù (193mila).

Rispetto al numero di abitanti il Perù è il paese più colpito (586 morti per 100mila abitanti), seguito da Ungheria (310), Bosnia (295), Repubblica ceca (282), Macedonia del Nord (262).