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L'orto sott'acqua: come coltivare senza strappare altri terreni ai boschi

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Di Giorgia Orlandi
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Coltivazione subacquea in Liguria
Coltivazione subacquea in Liguria   -   Diritti d'autore  Ocean Reef Group 2021
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Un’idea quella di far crescere il basilico sott’acqua che, nel 2012 quando venne concepita la prima serra subacquea, sembrava una follia. Oggi il progetto Nemo’s garden, a largo della Liguria è una realtà più che mai consolidata.

Il laboratorio di coltivazione ìdroponica che ha da poco riaperto i battenti dopo la chiusura imposta dal Covid, è oggetto di studi sulla ricerca di sistemi di coltivazione alternativi. Un modo questo per rispondere soprattutto ai cambiamenti climatici.

Luca Gamberini, Marketing Manager “Ocean Reef Group”:

"Continuare a ridurre quelle che sono le nostre riserve di foreste, insomma il polmone verde della terra, non fa altro che accelerare il cambiamento climatico. Cambiamento climatico che poi porta all'innalzamento degli oceani. Abbiamo questa risorsa, che è l'oceano, che dobbiamo preservare in maniera sostenibile e responsabile, e che possiamo - ed è quello che stiamo facendo - esplorare come possibilità per una coltura che tipicamente invece è un'attività terrestre".

Dalla lattuga alle fragole. Negli ultimi anni queste sono alcune delle coltivazioni che sono cresciute con successo all’intero delle 6 biosfere che compongono l’orto subacqueo.

Di recente sono state aggiunte erbe aromatiche come l’origano ma anche semi di tabacco.

L’acqua del mare sembra garantire la temperatura ideale per favorire la crescita delle piante.

Luca Gamberini, Marketing Manager “Ocean Reef Group”:

"Il vantaggio, oltre a quello che è l'output, quindi una pianta potenziata se vogliamo - anche più saporita, è molto più intenso come sapore - il vantaggio è anche poterlo fare in un ambiente assolutamente controllato. In un certo senso è un laboratorio, perché nulla può raggiungere questa pianta, se non viene portato dall'esterno".

Al momento Nemo’s garden resta un laboratorio di ricerca dove ogni anno avvengono scoperte interessanti. E sono molti i sub che visitano questa parte di fondale incuriositi dall’insolito habitat.

Ma non solo. L’idea di lavorare come – agricoltore subacqueo piace a tanti a giudicare dall’alto numero di candidature spontanee. Un segnale positivo per la sperimentazione che potrebbe presto ripetersi in altre parti del mondo.