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"Grazia per nove, riconciliazione per tutti"

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez Diritti d'autore Francisco Seco/Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu
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Di Euronews
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Pedro Sanchez annuncia la liberazione di 9 leader separatisti catalani, in carcere dopo il referendum di autodeterminazione, vietato da Madrid. Il premier spagnolo: "Ripartire da nuove basi". Gli indipendentisti: "La grazia non basta, serve l'amnistia". Puigdemont escluso dalla misura

Parola d'ordine: "Riconciliazione"

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Libertà per nove in cambio di coesione e convivenza per milioni di cittadini. Questo il calcolo politico con cui il premier spagnolo Pedro Sanchez ha motivato la richiesta di grazia per i leader separatisti catalani, condannati in seguito al referendum di autodeterminazione organizzato quattro anni fa, malgrado il "no" di Madrid. Parola d'ordine: "riconciliazionie".

"Il governo spagnolo ha deciso di affrontare il problema e di restaurare l'armonia - ha spiegato Pedro Sanchez -. E' per questo che, in nome della concordia costituzionale, domani proporrò al Consiglio dei Ministri di accordare la grazia ai nove leader separatisti in carcere, perché condannati per tentativo di secessione". "Con questa misura facciamo uscire di prigione nove persone - ha proseguito - e ne riconciliamo milioni e milioni in vista di una convivenza pacifica". 

"La grazia non basta. Serve l'amnistia". Gli indipendentisti non ci stanno

"La grazia non Alla platea indipendentista presente al teatro du Liceu di Barcellona, la grazia però non basta. "Bene che queste persone escano dal carcere - dicono -, ma il reato va estinto: quanto ci vuole è una vera amnistia". A grida e contestazioni, Sanchez ha replicato: "Ora dobbiamo guardare molto più al futuro che al passato. Nonostante comprenda la vostra reazione, il governo spagnolo ha optato per la riconciliazione. Riteniamo che la grazia spianerà la strada per raggiungere questo obiettivo e ci permetterà di ripartire da nuove basi per fare meglio in futuro".

Manu Fernandez/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.
A beneficiare dell'amnistia anche l'ex vicepresidente del governo regionale catalano, Oriol Junqueras. Escluso invece Carles PuigdemontManu Fernandez/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.

Un primo passo, ma ancora insufficiente, il commento dei vertici indipedentisti catalani. Già 200.00 le firme raccolte per dar seguito alla richiesta d'amnistia. Tra i 9 e i 13 anni di carcere, le pene inflitte ai nove leader che beneficeranno della grazia. La più pesante, quella comminata all'ex vicepresidente del governo regionale catalano, Oriol Junqueras. La misura non riguarderà invece l'eurodeputato ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, tutt'ora in Belgio per sottrarsi alla giustizia spagnola. 

I conservatori contro Sanchez: "Mossa demagogica. Un colpo di grazia alla legalità"

Francisco Seco/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
Il leader del Partito Popolare spagnolo, Pablo CasadoFrancisco Seco/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

Indignata la reazione dei conservatori spagnoli. Pablo Casado, leader del Partito Popolare, ha bollato la grazia proposta da Sanchez come "un colpo di grazia alla legalità" e ha accusato il primo ministro di semplice calcolo politico, per garantirsi i favori dei partner autonomisti di governo. Divisa, secondo i sondaggi, anche la popolazione: più della metà degli spagnoli sono contrari, mentre la misura incontra il favore di quasi il 70% dei cittadini catalani.  Il 30 giugno, Sanchez illustrerà la misura alla Camera dei deputati.

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