Perché l'accordo commerciale di Londra con l'Australia è soprattutto politico

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Perché l'accordo commerciale di Londra con l'Australia è soprattutto politico. Boris Johnson dice che "ha un rilievo soprattutto politico e simbolico". Il Regno Unito vuole essere una potenza globale

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Global Britannia cresce. Il Regno Unito dopo la Brexit si gode la libertà ritrovata cominciando dal passato e delineando i contorni di accordi commerciali (e non solo) con le regioni di quello che tempo addietro fu l'impero. 

Tocca all'Australia, il cui primo ministro ha reso visita al Numero 10 di Downing Street. 

Il premier britannico Boris Johnson ha ricevuto il primo ministro australiano, Scott Morrison sottolienando il grande valore dell'intesa tra due Paesi dalla parentela stretta. 

"l'accordo è importante da un punto di vista economico. Oltre alla crescita dei nostri rispettivi Prodotti interni lordi che esso genererà, ciò che conta sono i dividendi politici e simbolici. È un'apertura mutua ed è il preludio della nostra campagna di risveglio nel mondo". 

Tra retorica e necessità di cercare mercati paralleli o alternativi all'Ue, le parole di johnson sembrano delineare una strategia coerente con la nuova dottrina della Nato di presenza strutturale nelle regioni di Asia e Pacifico. 

Il capo del governo del governo australiano, Morrison, dopo l'eloquenza del classicista Boris Johnson, preferisce l'ambientalismo e la qualità degli accordi agro-alimentari più avanzati:   

"gli standard australiani sono elevati e siamo rispettati in particolare per il nostro livello di benessere animale. Siamo molto fieri di quello che facciamo contro le crudeltà inflitte agli animali e le nostre condizioni commerciali si concentrano su questi aspetti."

L'accordo, i cui dettagli devono esser definiti, prevede l'abbattimento di tariffe per l'importazione di prodotti agro-alimentari e di allevamento. 

Senza la Politica agricola comune Londra può finalmente suggellare patti di questo genere nel mondo. Ma i suoi coltivatori mettono in guardia il governo contro il rischio di riduzioni qualitative delle importazioni.

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