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Srebrenica ferita ancora aperta. Eppure fra i serbi sono molti a considerare Mladic un eroe

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Srebrenica ferita ancora aperta. Eppure fra i serbi sono molti a considerare Mladic un eroe
Diritti d'autore  Phil Nijhuis/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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La condanna all'ergastolo di Ratko Mladic, ex comandante militare serbo-bosniaco, le vedove e gli orfani di Stebrenica l'hanno voluta guardare da qui, nello stesso punto della città bosniaca dove hanno visto per l'ultima volta padri, figli e mariti. Non si aspettavano un esito diverso per i crimini di guerra commessi dal boia di Srebrenica.

Nedziba Salihovic è una vedova di Srebrenica.

"Noi, le madri, dobbiamo essere felici perché è una condanna a vita. Lui deve stare in prigione per il resto della sua vita, così come io devo stare sola per il resto della mia vita, aspettando di stare insieme a mio figlio, mio marito, mio fratello e tanti altri cari in paradiso".

Ferita aperta

"Ero qui dall'11 al 21 luglio 1995 - racconta Emis Suljagic, direttore del Centro memoriale del genocidio di Srebrenica: Ratko Mladic non ha ucciso da solo quasi diecimila persone, non ha organizzato da solo la deportazione di trentamila persone in tre giorni".

La sentenza del tribunale dell'Aia conferma la condanna in primo grado e riconosce Mladic colpevole di genocidio anche in altri sei comuni bosniaci per cui era stato assolto in primo grado. Come lui anche l'ex presidente serbo Radovan Karadžić sconta l'ergastolo. Eppure in Serbia c'è chi li sostiene.

"Eroi di guerra"

"Pensiamo che sia un eroe - dice un residente di Belgrado - Un uomo che ha fatto davvero quello che poteva fare in quel momento. Era un soldato e un ufficiale del suo popolo, del suo esercito. Ha difeso il la sua gente. Ha fatto tutto quello che poteva fare. Sarà la storia a giudicarlo".

"Avrebbe dovuto essere assolto, quello che si merita - dice un passante a Banja Luka - Anche il fatto che lui sia lì, non va bene. È un verdetto di un tribunale politico".

Almeno ottomila uomini e ragazzi musulmani sono morti a Srebrenica - i loro corpi sono stati gettati in fosse comuni. Dopo un laborioso riconoscimento, hanno ricevuto sepoltura iin un memoriale dove le loro famiglie li possono piangere.