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Tornare a vedere grazie alla luce e alla genetica

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Tornare a vedere grazie alla luce e alla genetica
Diritti d'autore  Charles Krupa/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Recuperare la vista, anche solo parzialmente, ora è possibile. Protagonista un uomo francese di 58 anni che ha trascorso 40 anni senza poter vedere nitidamente a causa di una malattia genetica, la retinite pigmentosa.

Grazie alla terapia optogenetica, che mira a rendere sensibili alla luce le cellule retiniche geneticamente modificate, il paziente ha riacquistato un senso di libertà, come ci ha spiegato la Professoressa Isabelle Audo dell'Università Sorbona di Parigi.

Il caso è stato seguito da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pittsburgh, guidato da José Sahel e Botond Roska, ed è descritto in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine. In pratica gli scienziati hanno iniettato in uno dei due occhi dell'uomo un vettore virale benigno che conteneva geni di alghe verdi. Questi, producono una proteina chiamata ChrimsonR molto sensibile alla luce.

Terapia optogenetica per non vedenti

La terapia optogenetica salta completamente le cellule dei fotorecettori danneggiati utilizzando un virus per fornire "proteine batteriche" sensibili alla luce e consentendo loro di rilevare direttamente le immagini. Una delle sfide principali era regolare la quantità e il tipo di luce che entrava nell'occhio.

Il paziente non ha del tutto riacquistato la vista ma ha dovuto utilizzare degli speciali occhiali che amplificano i segnali luminosi nell'occhio e in questo modo l'uomo ora riesce a vedere le forme, sebbene senza colori o dettagli.

La retinite pigmentosa è una malattia progressiva ed ereditaria, che colpisce più di 2 milioni di persone in tutto il mondo e che porta progressivamente alla perdita della vista, spesso fino alla completa cecità.