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Ue-Cina ai ferri corti, accordo su investimenti in bilico

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Ue-Cina ai ferri corti, accordo su investimenti in bilico
Diritti d'autore  THIERRY CHARLIER/AFP
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Cina e Unione europea di nuovo ai ferri corti, Pechino ha infatti lanciato una campagna di boicottaggio di prodotti commerciali occidentali come Nike e Adidas come ritorsione per le critiche Ue sui campi di lavoro forzati, denunciati dalla minoranza musulmana uigura. E a questo punto in molti si domandano che ne sarà dell'imponente accordo (CAI) di investimeni reciproci che Cina e Unione europea discutono da anni e che dovrebbe essere firmato entro tre mesi. Secondo l'Eurostat gli scambi commerciali tra i due blocchi nel 2019 hanno superato i 650 miliardi di euro.

Tra coloro che vedono l'accordo in bilico c'è sicuramente Ilhan Kyhushuk, eurodeputato bulgaro di centro, appartenente alla minoranza turcofona, che è stato recentemente preso di mira dalle sanzioni cinesi.

"L'accordo sugli investimenti era stato progettato per garantire condizioni di parità per le aziende europee in Cina - ricorda Kyhushuk - per questo lo abbiamo sempre considerato un'opportunità. Ma bisogna ammettere che le circostanze sono cambiate, la Cina ha imposto nuove sanzioni ad ambasciatori Ue e membri del Parlamento europeo, credo che sarà molto difficile approvare questo trattato nell'immediato futuro".

Il trattato deve ancora essere votato dal Parlamento europeo, e seppure sembra di difficile attuazione, alcuni vorrebbero salvarlo, tra questi Maximilian Krah, eurodeputato tedesco do destra,

"Non credo che sia stata detta l'ultima parola - ha affermato - Sono ancora ottimista, per una ragione molto semplice: il settore dell'industria europea e le associazioni di imprendtori vogliono questo accordo di investimenti tra Cina e Unione europea perché è estremamente vantaggioso. La crisi è soltanto sul piano della politica".

Se l'accordo di investimenti reciproci tra Ue e Cina dovesse naufragare, gli Stati Uniti di Joe Biden non ne sarebbero affatto dispiaciuti, tutt'altro. Washington infatti ha sempre visto l'accordo in modo sospetto, l'allontanamento politico da Pechino, anche per Bruxelles, si fa sempre più evidente.