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Svetlana Tikhanovskaya sfida Minsk: "Non ho paura all'interno di un paese dell'Ue"

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Svetlana Tikhanovskaya sfida Minsk: "Non ho paura all'interno di un paese dell'Ue"
Diritti d'autore  Associated Press
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Resta ferma sulle proprie posizioni. Determinata e senza far trapelare alcun timore. La leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, ha fatto sapere sabato, di sentirsi al sicuro nell’Unione europea. Parole che arrivano dopo che Minsk ha chiesto alla Lituania l’estradizione della nemica numero uno del regime di Aleksandr Lukashenko. Una richiesta al momento non presa in considerazione dal governo lituano.

La Tsikhanouskaya, dopo aver sottolineato di non avere paura, ha dichiarato di essere sicura che la Lituania, paese dove vive attualmente, non procederà con l’estradizione. Il governo ha validi motivi politici, precisando poi che è arrivato il momento per l’Europa di dimostrare di essere davvero dalla parte dei valori e delle battaglie del popolo bielorusso per i diritti civili. “Bisogna agire velocemente, ha detto, il tempo stringe, le persone soffrono, vengono arrestate ogni giorno per le strade di Minsk. Abbiamo bisogno di un supporto reale. "

Rassicurazioni sono arrivate dal ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis. Il capo della diplomazia di Vilnius ha fatto sapere in una nota che chiunque trovi rifugio in Lituania può stare sicuro che non sarà estradato ai regimi".

"La Bielorussia non ha più paura"

Nei giorni scorsi la Tsikhanouskaya è stata accusata dalle autorità bielorusse di aver pianificato con i suoi alleati di incitare ai disordini e prendere il controllo degli edifici governativi a Gomel. La leader dell’opposizione, che ad agosto, si era candidata alle presidenziali al posto del marito finito in carcere come tanti altri dissidenti, respinge fermamente le imputazioni che le vengono rivolte.

Lukashenko ha ufficialmente vinto le elezioni di agosto con l'80% dei voti, ma questo risultato, secondo molti osservatori, è solo frutto di brogli elettorali. Per questo migliaia di persone, in questi mesi, sono scese in piazza nella capitale bielorussa, chiedendo le dimissioni del capo dello Stato. Esercito e agenti hanno represso le proteste usando violenza contro i manifestanti e procedendo con ondate di arresti. Ora la polizia è accusata di torture contro i civili.