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Papa Francesco la speranza dei cristiani di Qaraqosh. "Iraq culla della civiltà"

Papa Francesco la speranza dei cristiani di Qaraqosh. "Iraq culla della civiltà"
Diritti d'autore Andrew Medichini/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Debora Gandini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Forte appello di Papa Francesco a Qaraqosh in Iraq: "Il terrorismo non avrà mail l'ultima parola." Il Santo Padre ha visitato anche Erbil e Mosul ricordando tutte le vittime della guerra e lanciando un segnale di speranza ai fedeli: "La Chiesa è amica di tutti"

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Un incontro tanto atteso e carico di speranza. Sui cartelloni vicino ai checkpoint l’immagine di Francesco. A Qaraqosh, la città irachena che porta ancora i segni delle violenze inflitte dall’Isis, vive la più grande comunità cristiana dell**’Iraq.**

Qui il Santo Padre ha pregato con i fedeli nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione. Un segno di rinascita. La chiesa fu restaurata lo scorso anno, dopo che nell‘agosto del 2014 fu vandalizzata, profanata e bruciata dalle milizie dell’Autoproclamato Stato Islamico. All’ingresso della chiesa, Papa Francesco è stato accolto da Ignace Youssif III Younan, patriarca di Antiochia dei Siri, dall’arcivescovo e dal parroco. Il Pontefice, nel terzo giorno del suo viaggio in Iraq, ha fatto tappa a Erbil, nel Kurdistan iracheno, poi si è spostato a Mosul. A dargli il benvenuto un coro di giovani e l'arcivescovo di Mosul mentre molti fedeli hanno lanciato petali di rose. Francesco ha voluto ricordare tutte le vittime della guerra in un luogo simbolici: Hosh al-Bieaa, la piazza delle 4 chiese - siro-cattolica, armeno-ortodossa, siro-ortodossa e caldea - distrutte tra il 2014 e il 2017 dagli attacchi terroristici.

"Iraq culla della civiltà”

“Qui a Mosul le tragiche conseguenze della guerra e delle ostilità sono fin troppo evidenti, ha detto Francesco. “Com'è crudele che questo Paese, culla di civiltà, sia stato colpito da una tempesta così disumana, con antichi luoghi di culto distrutti e migliaia e migliaia di persone, musulmani, cristiani, yazidi che sono stati annientati" dal terrorismo "e altri sfollati con la forza o uccisi. Oggi, malgrado tutto, riaffermiamo la nostra convinzione che la fraternità è più forte del fratricidio, che la speranza è più forte della morte, che la pace è più forte della guerra".

Mosul ha accolto il Pontefice blindata, con strade vuote e una massiccia presenza di militari e polizia. Solo in Piazza delle Chiese c’erano tante persone, tutte precedentemente registrate per partecipare alla visita

“Il terrorismo non avrà mai l’ultima parola”

Qaraqosh come Mosul, Erbil come Baghdad. Città che non dimenticano le ferite di anni di violenze e conflitti. Per il Papa è un viaggio dal forte valore simbolico come pregnante è stato il suo appello rivolto alle autorità politiche e religiose irachene. La Chiesa è amica di tutti, ha detto il Santo Padre, sottolineando che "il terrorismo e la morte non hanno mai l'ultima parola.” 

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