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Rapper condannato: sesta notte di proteste in Spagna

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Proteste a Barcellona contro la condanna del rapper Pablo Hasél
Proteste a Barcellona contro la condanna del rapper Pablo Hasél   -   Diritti d'autore  Emilio Morenatti/AP
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Sesta notte di proteste a Barcellona per la condanna a nove mesi prigione del rapper Pablo Hasél, accusato di apologia del terrorismo e vilipendio, per i testi delle sue canzoni e post sui social network a favore dell'ETA e contro l'ex sovrano Juan Carlos. Le manifestazioni sono avvenute anche a Madrid e in altre città spagnole, ma a Barcellona sono degenerate in violenti scontri con la polizia sulle Ramblas.

"Sono qui perché considero ingiusto imprigionare un cantante che ha espresso le sue idee attraverso la musica", dice un dimostrante.

"Penso che viviamo in uno stato di polizia che reprime, e sono venuta a reclamare diritti civili e politici", afferma un'altra manifestante.

Dall'inizio delle proteste, seguite all'arresto del rapper martedì, sono stati effettuati oltre un centinaio di fermi.

Il caso ha rilanciato la discussione, in corso da anni, sulla cosiddetta "Ley mordaza", la "legge bavaglio" voluta dal governo conservatore di Mariano Rajoy nel 2015 nel contesto della lotta al terrorismo. E ha rafforzato le divisioni all'interno della maggioranza dell'attuale esecutivo guidato dal socialista Pedro Sánchez, perché l'alleato di estrema sinistra Podemos sostiene le ragioni dei manifestanti.

Il Premier ha aperto a una possibile revisione della normativa.