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Sentenza storica in Vaticano contro ex presidente Ior

AP - Swiss guard in Vatican
AP - Swiss guard in Vatican Diritti d'autore AP Photo
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Di Paolo Alberto Valenti
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il tribunale vaticano ha condannato l'ex presidente della Banca Vaticana Angelo Caloia, l'ex legale Gabriele Liuzzo a 8 anni e 11 mesi di reclusione per riciclaggio e appropriazione indebita aggravata

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Il presidente del tribunale vaticano Giuseppe Pignatone ha stabilito le condanne dell'ex presidente della Banca Vaticana Angelo Caloia e dell'ex legale Gabriele Liuzzo a 8 anni e 11 mesi di reclusione per riciclaggio e appropriazione indebita aggravata, Lamberto Liuzzo (55enne figlio di Gabriele) a 5 anni e due mesi per riciclaggio. Oltre a pagare una multa gli imputati coinvolti nella vendita del patrimonio immobiliare dello Ior, sono stati interdetti per sempre dai pubblici uffici. E' stata disposta anche la confisca delle somme già sequestrate sui conti correnti degli imputati e il risarcimento allo Ior e alla società Sgir di circa 23 milioni.

Una sentenza storica

La nostra corrispondente a Roma Giorgia Orlandi, nell'annunciare la notizia, ha segnalato quello che è stato il progressivo nuovo orientamento del Vaticano in termini di responsabilità e trasparenza sulla scorta delle riforme promosse da Papa Francesco nel controllo e nella supervisione delle finanze vaticane.

La testimonianza di Gotti Tedeschi a Euronews

La svolta storica della sentenza ci consente di evocare l'intervista di Euronews a Ettore Gotti Tedeschi che era stato estromesso dalla gestione della Banca Vaticana nel 2012.

Il furto ai danni del Vaticano

Il dibattimento ha consentito di chiarire che la differenza tra quanto incassato dalla Ior e dalla Sgir ed il valore di mercato degli immobili vaticani venduti risulta di 34 milioni di euro ed è stato provato che in alcuni casi gli imputati si sono effettivamente appropriati di parte del denaro pagato dai compratori, o di denaro dello Ior per un importo di almeno 19 milioni di euro. La sentenza è la prima applicazione della normativa introdotta nel dicembre 2018, nel quadro più generale dell’adeguamento della legislazione vaticana agli standard internazionali.

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