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La Francia tiene ancora chiuse le piste da sci, causa covid

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Di Paolo Alberto Valenti
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La Francia tiene ancora chiuse le piste da sci, causa covid
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Il governo francese non conferma la riapertura degli impianti di risalita nelle sue stazioni sciistiche come previsto. I rischi della pandemia allontanano la decisione di far ripartirei comparto con impianti che sono rimasti chiusi anche dopo la fine del parziale lockdown d'autunno, revocato a dicembre. Si parlava di riapertura provvisoria il 7 gennaio se la situazione lo avesse consentito.

Gli operatori del settore in tumulto

Gli operatori del settore sono preoccupati perché vedono bene cosa rappresenterà per loro la prosecuzione dell'inattività. "Eravamo rimasti alla data del 7 gennaio, quindi ci eravamo preparati come potete vedere. È tutto pronto da più di un mese. Non ci sentiamo molto compresi": afferma Guillaume Ruel, presidente del consorzio degli impianti di risalita di Villard-de-Lans.

Le cifre dello sci turistico francese

Dieci milioni di turisti si presentano ogni anno nelle stazioni sciistiche francesi che producono un giro d'affari da 10 miliardi di euro e danno lavoro ad oltre 120.000 addetti. Sebbene si possa andare in montagna e nelle stazioni sciistiche, gli impianti di risalita e tutte le altre infrastrutture restano chiuse, così che molti degli sport invernali sono impraticabili questo mentre bar e ristoranti restano con le porte sbarrate in tutto il paese.

La sola riapertura degli impianti non basterebbe

Per Christophe Lebel, direttore dell'ufficio turistico di Autrans-Méaudre e Lans-en-Vercors, l'ideale sarebbe far ripartire tutto. "Se ripartono solo gli impianti - dice - salviamo un po' gli affari ma dovremmo avere aperto anche il resto, i bar, i ristoranti, per poter accogliere i nostri clienti in buone condizioni e soddisfarli".

La lunga notte del covid

Anche in Francia siamo lontani dall'eliminazione delle restrizioni, potrebbero anzi esserne aggiunte di altre. Il governo dovrà prendere altre decisioni probabilmente non popolari. Del resto durante la prima ondata di infezioni, lo scorso anno, alcuni centri sciistici erano diventati terreno fertile per l'epidemia, accelerandone la diffusione in tutta Europa.