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Brexit, mercoledì incontro Johnson-von der Leyen a Bruxelles

I negoziati per la Brexit
I negoziati per la Brexit   -   Diritti d'autore  TOLGA AKMEN/AFP or licensors
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Un mezzo passo avanti. Lo fa il governo britannico che ha accettato, in linea di principio, di ritirare dalla legislazione Brexit le clausole controverse che hanno provocato lo strappo con l'Ue e lo stallo dei negoziati. Un traguardo a cui faranno riferimento il premier britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nell'incontro di domani sera, mercoledì 9 dicembre, a Bruxelles.

Al centro della querelle le misure previste dal disegno di legge britannico sul mercato interno: dispositivi che avrebbero scavalcato parti dell'accordo di divorzio vincolante, in relazione agli accordi commerciali per l'Irlanda del Nord, violando il diritto internazionale.

Il Regno Unito si è anche impegnato a non introdurre ulteriori provvedimenti - in violazione all'accordo - nel disegno di legge finanziaria da presentare al Parlamento britannico.

La notizia dell'inversione di tendenza britannica è arrivata con un annuncio congiunto del ministro dell'Ufficio di Gabinetto britannico, Michael Gove, e del vice presidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, copresidente del comitato congiunto che sovrintende all'applicazione dell'accordo di uscita per l'Irlanda del Nord.

Nel tweet di Šefčovič: "Lieto di annunciare che grazie al duro lavoro, @michaelgove e io abbiamo\_ raggiunto un accordo di principio su tutte le questioni relative all'attuazione dell'accordo di ritiro. Ciò garantirà che sia pienamente operativo a partire dal 1° gennaio, compreso il Protocollo sull'Irlanda_".

Da parte del governo di Boris Johnson si tratta di una mossa che riapre i negoziati per un'intesa last minute su commercio e future relazioni con l'Ue, prima della scadenza del periodo di transizione alla fine dell'anno.

Nella loro dichiarazione, Gove e Šefčovič hanno confermato di aver appianato le divergenze su tutte le questioni relative al Protocollo dell'Irlanda del Nord, parte dell'accordo di ritiro vincolante dello scorso gennaio.

"Alla luce di queste soluzioni concordate, il Regno Unito ritirerà le clausole 44, 45 e 47 della legge britannica sul mercato interno e non introdurrà disposizioni simili nella legge finanziaria", si legge nella nota congiunta.

Sulla base del Protocollo, l'Irlanda del Nord rimarrà soggetta ad alcune norme Ue dopo la fine del periodo di transizione post-Brexit, al fine di mantenere un confine aperto con la Repubblica d'Irlanda. Uno status che crea di fatto un divario normativo nel Mare d'Irlanda tra la Gran Bretagna e l'Irlanda del Nord.

Il contestato disegno di legge del governo britannico sul mercato interno avrebbe dato al governo il potere di scavalcare alcune disposizioni del trattato, relative alla burocrazia di confine e alle norme sugli aiuti di Stato.

Gli sviluppi nelle trattative dovrebbero migliorare l'atmosfera tra Londra e Bruxelles. Tuttavia, gli ostacoli a un accordo rimangono gli stessi, con lacune significative sui diritti di pesca, sulle regole di concorrenza e sul meccanismo da attivare per far rispettare un eventuale accordo.

Nel tweet di Johnson: "Questa sera ho parlato con la presidente della Commissione Ue @vonderleyen. \_Abbiamo chiesto ai nostri capi negoziatori e ai loro team di preparare una panoramica delle rimanenti differenze da discutere in un incontro fisico a Bruxelles nei prossimi giorni_".

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha messo le mani avanti e avvisato che ottenere un accordo Brexit è "molto, molto difficile", mentre si prepara ad andare a Bruxelles per incontrare Ursula von der Leyen.