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A Norimberga si apriva 75 anni fa il processo al nazismo. Lo choc di chi lo raccontò

Banco degli imputati del tribunale di Norimberga
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Quando il processo di Norimberga si aprì il 20 novembre 1945, erano passati solo sei mesi da quando la Germania nazista si era arresa e gran parte delle città erano ridotte in rovine.

Il collegio giudicante era composto da Robert Jackson, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, e un britannico, Sir Hartley Shawcross. Alla sbarra 22 ufficiali nazisti di alto rango accusati di crimini di guerra, tra cui due dei generali di Hitler e il suo secondo in comando, Hermann Göring.

Che quattro grandi nazioni, insanguinate e ferite, trattengano la mano della vendetta e sottomettano i loro nemici prigionieri al giudizio della legge è uno dei tributi più significativi che il potere abbia mai pagato alla ragione"
Robert Jackson, giudice del tribunale di Norimberga

“Che quattro grandi nazioni, insanguinate e ferite trattengano la mano della vendetta e sottomettano i loro nemici prigionieri al giudizio della legge è uno dei tributi più significativi che il potere abbia mai pagato alla ragione", ha detto Jackson nel suo dichiarazione di apertura.

I 22 imputati a Norimberga rappresentavano i vertici più alti del potere nazista, inclusi tre dei principali generali che guidarono la guerra, Alfred Jodl, Karl Dönitz e Wilhelm Keitel. Il membro di grado più alto delle SS era Ernst Kaltenbrunner, anche il ministro degli Esteri, Joachim von Ribbentrop, e Albert Speer, noto come l'architetto di Hitler, erano alla sbarra.

Ci furono condanne di tutti i tipi, lievi, a 10 anni di prigione (Dönitz) e condanne a morte (Keitel, Jodl, von Ribbentrop e Göring, sebbene questi si sia suicidato prima dell’esecuzione). Hess fu condannato all'ergastolo è morto nel 1987, mentre Speer ha scontato 20 anni, è stato rilasciato ed è morto nel 1981.

Norimberga, forse, ha pareggiato i conti con la storia, ma non interamente con la giustizia. Nel senso che anche Hitler è scappato al giudizio degli giustizia terrestre, suicidandosi nell'aprile del 1945, quando i sovietici si avvicinarono al suo bunker a Berlino, così come Joseph Goebbels, che si era suicidato insieme a sua moglie dopo aver avvelenato i sei figli.

Adolf Eichmann, uno degli artefici dell'Olocausto, scappò dalla Germania e finì in Argentina dove, nel 1960, fu rintracciato da agenti israeliani e riportato a Tel Aviv per affrontare il processo. Fu condannato e giustiziato nel 1962.

La verità di Norimberga

Con il processo di Norimberga è stata la prima volta che gran parte del mondo ha sentito parlare delle atrocità commesse durante l'Olocausto. Gli eserciti sovietici avevano liberato i campi, ma l'entità di crimini come schiavitù le camere a gas e l’omicidio di massa di milioni di ebrei da parte dei nazisti era in gran parte sconosciuta.

Nell'aprile del 1946, Rudolf Höss (da non confondere con Rudolf Hess, vice Führer fino al 1941), comandante di Auschwitz, prense la parola come testimone, spiegando con freddamente come aveva iniziato a usare il gas Zyklon B.

Höss ccontinuò descrivendo il sistema Auschwitz che dava ai nuovi arrivati l'impressione che sarebbero stati solo derubati di tutto e poi parlò anche dell’abitudine di costringere i detenuti a scrivere cartoline alle loro famiglie per dare l'impressione che fossero in una colonia di vacanze e fossero "Ben trattati".

William Shirer, un corrispondente di Cbs News che aveva coperto l'ascesa della Germania nazista e i primi anni della guerra dalla Germania, ha ammesso di essere rimasto scioccato dalla testimonianza di Höss e dalle rivelazioni sulle atrocità avvenute contro gli ebrei sotto il regime nazista.

(Rudolf Hoss)Sembrava quasi ansioso di raccontare la sua storia, sia nelle dichiarazioni giurate per l'accusa che poi sul banco dei testimoni. Sembrava orgoglioso dei suoi successi come fosse uno dei più grandi assassini di tutti i tempi
William Shirer, corrispondente di CbsNews

“Sembrava quasi ansioso di raccontare la sua storia, sia nelle dichiarazioni giurate per l'accusa che poi sul banco dei testimoni. Sembrava orgoglioso dei suoi successi come uno dei più grandi assassini di tutti i tempi ", ha scritto Shirer nei suoi diari del dopoguerra.

Tre mesi prima, nel gennaio 1946, l'ex capo dell'Einsatzgruppen D (una delle unità paramilitari responsabili delle uccisioni di massa), Otto Ohlendorf, apparendo anche come testimone, ammise di aver ucciso 90.000 ebrei, contando anche il massacro di bambini mentre l'esercito tedesco avanzata in Ucraina tra il 1941 e il 1942.

“A Norimberga, comunque, non si è riusciti a calcolare il numero totale di ebrei e sovietici eliminati dagli Einsatzgruppen ", dichiara Shirer, aggiungendo che le rivelazioni sull'Olocausto durante il processo sono state" come un fulmine a ciel sereno e mi hanno lasciato stordito per diversi giorni".

Sebbene fossero testimoni e non imputati a Norimberga, sia Hoss che Ohlendorf furono successivamente processati e giustiziati per i loro crimini. Höss, nel 1951, fu impiccato ad Auschwitz.

Alcuni hanno espresso pentimento per ciò che è accaduto sotto il Terzo Reich, ma la maggior parte degli imputati di fronte ai fatti dell'Olocausto ha affermato di non esserne stato a conoscenza o di essersi opposta ma di non essere stato in grado di fermare la macchina.

Di Göring, il numero due di Hitler durante il Terzo Reich, ha colpito la arroganza e spavalderia durante il processo, per niente pentito del suo antisemitismo.

Quando si è confrontato con le prove delle uccisioni di massa, Göring ha detto di aver saputo solo di "casi isolati" ammettendo che forse si erano verificati degli "eccessi". Göring è stato condannato a morte ma si è suicidato con il cianuro poche ore prima dell'impiccagione.

Norimberga pietra miliare

Sono state avanzate diverse linee difensive tra cui quella che solo gli Stati - e non gli individui - potevano essere ritenuti colpevoli di crimini di guerra.

Con Norimberga non è la prima volta che si vede uno sforzo internazionale per perseguire i crimini e criminali di guerra. Dopo la prima guerra mondiale, si cercò di processare il kaiser Guglielmo II da un tribunale alleato, ma l'ex imperatore di Germania si nascose in Olanda da dove non fu estradato.

Ma nel decidere che gli individui potevano essere processati per reati commessi durante la guerra - e in particolare per reati contro civili - Norimberga è stata una pietra miliare per il diritto internazionale, e quando le Nazioni unite hanno istituito il proprio tribunale per i crimini di guerra nel 1993, Norimberga è assurta a modello.

La giustizia dei vincitori

Norimberga ebbe i suoi critici, anche allora. C'erano quelli che la considerarono la giustizia del vincitore, inclusa la scrittrice Rebecca West, che disse che Norimberga era prevenuta nei confronti della Germania.

Norimberga è il luogo in cui il nemico del mondo veniva processato per i suoi peccati
Rebecca West, giornalista New Yorker

Norimberga è "il luogo in cui il nemico del mondo veniva processato per i suoi peccati", scrisse sul New Yorker nel settembre 1946. È una critica che oggi viene anche sollevata ai tribunali internazionali e alla giustizia internazionale.

Altri hanno sottolineato che i nazisti a Norimberga furono principalmente perseguiti per aver intrapreso una guerra di aggressione, qualcosa che era stato fatto prima e che sarebbe stato fatto di nuovo ma per il quale - fino ad ora, nella storia - nessun'altra nazione o individuo aveva affrontato un processo.

Con il Trattato di Versailles si procedette a punizioni contro entità statali ma i singoli individui non vennero stati processati e giustiziati.

Altri hanno visto una catarsi in ciò che è avvenuto a Norimberga. Anni di aspri conflitti avevano lacerato l'Europa e il mondo. Era nata un'ideologia che era svilimento, perversione ed era stata seguita da milioni di persone. Coloro che avevano vissuto la guerra descrissero di aver visto i suoi architetti sul banco degli imputati a Norimberga.

“Fu a Norimberga nel settembre del 1934 che ebbi la mia prima visione di Adolf Hitler e dei suoi scagnozzi. Gli uomini erano stati così arroganti allora e lo erano diventati ancora di più negli anni del trionfo”, ha ricordato Shirer nei suoi diari di guerra. "In pieno contrasto all’immagine che si ebbe di loro a Norimberga”. Malandati e sciatti.