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Perù: proteste contro il neopresidente Merino, tre morti negli scontri con la polizia a Lima

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Un manifestante durante le proteste del 14 novembre a Lima, Perù
Un manifestante durante le proteste del 14 novembre a Lima, Perù   -   Diritti d'autore  ERNESTO BENAVIDES/AFP or licensors
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È di almeno tre morti, tra cui due giovani di 24 e 25 anni, e diversi feriti il bilancio degli scontri tra polizia e manifestanti a Lima, in Perù, dove migliaia di persone sono scese in piazza questo sabato per protestare contro il governo di Manuel Merino, diventato presidente dopo la destituzione di Martin Vizcarra. Il Difensore del popolo di Lima, ente che vigila sul rispetto dei diritti umani in Perù, ha parlato di un'uso indiscriminato della forza da parte della polizia.

La notizia della morte dei tre manifestanti, due dei quali uccisi da colpi di arma da fuoco, ha spinto i ministri del neonato governo a dimettersi in massa: al momento sono 13 i membri dell'esecutivo ad aver lasciato, tra cui il ministro dell'Interno e quello di Giustizia. Il presidente del Congresso ha chiesto anche a Merino di fare un passo indietro e di rassegnare le dimissioni con effetto immediato.

Le proteste sono cominciate lunedì scorso, quando il Congresso ha approvato la destituzione di Vizcarra per "incapacità morale permanente". L'accusa è quella di avere intascato una serie di tangenti tra il 2014 e il 2015, quando era governatore di Moquegua, regione meridionale del Perù.

Paradossale per un presidente che era diventato popolare proprio per la sua crociata anticorruzione e che stava provando a fare approvare una legge in materia osteggiata da diversi gruppi industriali. Vizcarra è stato costretto a lasciare nel pieno di una crisi sanitaria ed economica senza precedenti nella storia del paese, tra i più colpiti al mondo dalla pandemia.

Nel corso della settimana migliaia di persone sono scese in strada al grido di "Congresso golpista" e "Merino ladro".