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La rabbia dei peruviani, che gridano al "golpe"

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Le proteste a Lima, in Perù
Le proteste a Lima, in Perù   -   Diritti d'autore  AP Photo/Rodrigo Abd
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Ha giurato Manuel Merino, presidente del Parlamento peruviano e ora anche Presidente della Repubblica, il terzo in quattro anni. Il 59enne, membro del partito di centrodestra Azione popolare, guiderà la nazione fino alle elezioni dell'aprile 2021, dopo la destituzione di Martín Vizcarra, votata lunedì dal Congresso.

Le proteste di piazza

E mentre Merino giurava, cresceva la rabbia dei peruviani per le piazze. A Lima e in altre città del Paese, migliaia di persone sono scese in strada, per protestare contro il parlamento e il neo presidente, definito "usurpatore" e "golpista".

"Siamo contro questo vuoto presidenziale, non è il momento", dice una manifestante. "Cosa vuole il Congresso, hanno messo Merino al potere, ora cosa vogliono fare? Vogliono prendere il potere in una volta sola!".

La paura dei peruviani è che Merino - il quale avrà tra le mani potere esecutivo e legislativo - possa rinviare le elezioni dell'11 aprile.

Fuori dal Congresso, le proteste si traformavano in scontri con la polizia.

AP Photo/Rodrigo Abd
Un agente di polizia mette una mascherina a un manifestante, arrestato vicino al Congresso, a LimaAP Photo/Rodrigo Abd

Le immagini di Lima riflettono lo stato d'animo del Perù, il Paese con il maggior numero di morti di Covid-19 al mondo per 100.000 abitanti e che quest'anno prevede un calo del 12% del suo PIL.

La paura per la diffusione del virus non ha però fermato la popolazione, stanca della corruzione e di quelle che considerano manovre dei politici, per mantenere il potere.