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Alcol e tabacco in declino tra i giovani europei, ma crescono altre dipendenze

Devin Lambert, il manager di Good Guys Vape Shop, esala il vapore di una sigaretta elettronica a Biddeford, Maine (settembre 2019)
Devin Lambert, il manager di Good Guys Vape Shop, esala il vapore di una sigaretta elettronica a Biddeford, Maine (settembre 2019)   -   Diritti d'autore  Robert F. Bukaty/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Sarà stato il distanziamento sociale, e prima ancora forse il cambio di paradigma comunicativo: ed è innegabile, in effetti, che i modelli di riferimento della generazione Z e dei "fratelli maggiori" millennial non sono più da ricercarsi tra le rockstar decadenti o tra gli attori del tempo che fu, tutti con una "bionda" a penzolare perennemente agli angoli della bocca.

Fatto è che sigarette e alcolici iniziano a non esercitare più sui giovanissimi quel fascino totalizzante che per generazioni è parso intramontabile. A dirlo è l'European school project on alchool and other drugs (ESPAD), un'indagine che dal 1995 scandaglia ogni anno le abitudini di consumo e le dipendenze tra la popolazione studentesca di tutta Europa.

Declino costante

Svolta in collaborazione con l’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (Emcdda, con sede a Lisbona), la rilevazione è stata condotta su dati raccolti in 35 paesi del Vecchio continente, 25 dei quali membri Ue.

Proprio il declino nel consumo di tabacco e alcolici è la novità più rilevante di quest'ultima indagine. Ma, come sottolineano gli estensori dello studio, è ancora presto per parlare di un'inversione di tendenza: soprattutto il consumo d'alcol tra i giovani rimane alto, con il 47% degli intervistati che afferma di averne fatto uso almeno una volta nell'ultimo mese e il 79% almeno una volta nella vita. Ma il calo nei consumi pare, questo sì, una tendenza ormai consolidata, con uno stacco ormai netto rispetto al 2003, anno in cui si è registrato il picco nella diffusione tra gli adolescenti.

Anche per i comportamenti di "consumo eccessivo", il 2019 segna il dato più basso (35 %) dopo l'ultimo picco registrato nel 2007.

Un calo anche più consistente, negli ultimi 25 anni, si registra nel consumo di tabacco: nel 1995, alla prima rilevazione, il 68% dei giovani ammetteva di averlo provato almeno una volta nella vita, una cifra che oggi si aggira attorno al 43%. In compenso, però, i nuovi dati mostrano una crescita nell'uso delle sigarette elettroniche: il 40% dei giovani le ha fumate almeno una volta, mentre il 14% riferisce un utilizzo nell'ultimo mese

Cannabis, mai così reperibile

Il discorso cambia, però, quando si parla di altre sostanze stupefacenti, cannabis in testa: il 32% degli adolescenti europei tra i 15 e i 16 anni afferma di potersela procurare facilmente, mentre il 2,4% ammette di averla provata prima dei 13 anni.

Proprio in Italia - dove alla rilevazione contribuisce il Consiglio nazionale delle ricerche - si riscontrano percentuali di utilizzo tra le più elevate nel Continente: se si considera il dato sul consumo "almeno una volta nella vita", i giovani italiani (27%) sono secondi soltanto ai coetanei della Repubblica ceca (28); mentre balzano al primo posto (15%), subito avanti a francesi e olandesi, quando si parla di consumo nell'ultimo mese.

Consumo problematico e nuove dipendenze

Anche nei cosiddetti comportamenti di consumo "ad alto rischio", i giovani italiani riportano percentuali tra le più alte in Europa: oltre il 6 per cento di loro riferisce ad esempio di aver fatto uso di tranquillanti o sedativi almeno una volta, mentre il 4 per cento ammette di aver usato antidolorifici per via degli effetti psicotropici o rilassanti.

Lo studio si concentra inoltre gioco d'azzardo e sulla dipendenza dai social network. “Per stare al passo con i comportamenti a rischio emergenti tra i giovani in Europa, il questionario viene costantemente adattato includendo nuovi argomenti - spiega Sabrina Molinaro, coordinatrice europea dello studio e ricercatrice del Cnr-Ifc - pur mantenendo una serie di domande fondamentali volte a tracciare gli andamenti di lungo periodo”.

Proprio il gioco d'azzardo sta iniziando a trovare ampio spazio in Europa: il 22% del campione d'indagine ha ammesso di aver giocato d'azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Esattamente come tra i più anziani, ad andar forte sono soprattutto lotterie o gratta e vinci; ma in espansione risultano anche le piattaforme di gioco online.

Anche qui, gli italiani superano abbondantemente la media europea, con il 32% degli studenti che riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno; è nei comportamenti ad alto rischio - diffusi tra il 3,9% degli intervistati italiani - che il dato risulta invece inferiore alla media continentale.