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Amsterdam, la sindaca vuole bandire il "turismo della cannabis"

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Amsterdam, la sindaca vuole bandire il "turismo della cannabis"
Diritti d'autore  Peter Dejong/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Amsterdam cambia faccia; o perlomeno, l'intenzione pare proprio quella.

Nella città olandese - da decenni simbolo del liberalismo sul consumo di cannabis e sul sesso a pagamento - si discute di vietare ai turisti stranieri l'accesso ai cosiddetti coffee shop, per comprare legalmente la marijuana.

La proposta arriva dalla sindaca Femke Halsema e dagli uffici della procura locale, e ha già incassato l'appoggio della polizia: obiettivo è limitare il cosiddetto "turismo dello sballo" nella capitale olandese. Se dovesse essere accettata, soltanto i residenti nei Paesi Bassi con passaporto in corso di validità sarebbero autorizzati a entrare nei 166 punti vendita Amsterdam, in linea con il resto del paese.

"Abbiamo visto molti gruppi di giovani che vengono ad Amsterdam solo per andare nei 'coffeeshop'", ha detto il sindaco Halsema in una lettera ai consiglieri comunali.

Quasi un terzo dei coffee shop nei Paesi Bassi si trova in effetti in questa città, il che secondo Halsema è un "grande incentivo per i turisti stranieri" che spesso "causano disagi ai residenti".

Sfoltire il quartiere a luci rosse

La proposta è una delle tante soluzioni favorite da Halsema, dopo la sua elezione nel 2018, per ridurre il sovraffollamento nel quartiere a luci rosse della città.

Droghe leggere come l'hashish e la marijuana sono legalmente acquistabili nei coffee shop dei Paesi Bassi per il consumo personale e il loro commercio è rimasto attivo, con i servizi da asporto, anche durante il blocco del coronavirus.

Ma le ultime statistiche, secondo l'amministrazione cittadina, mostrano hanno come il turismo improntato al consumo di cannabis sia aumentato notevolmente, soprattutto dal Regno Unito.

Per questo, la prospettiva di escludere questa importante fetta di utenza non piace affatto a Joachim Helms, portavoce dell'Associazione dei rivenditori di cannabis ad Amsterdam, convinto che gli sforzi per tenere i turisti fuori dai coffee shop non faranno altro che alimentare lo smercio di droga per le strade.

"L'esclusione dei turisti dai coffee shop ora avrà un importante effetto collaterale negativo" spiega. "Cioè che le persone che vogliono ancora fumare cannabis, e parliamo di un sacco di gente, andranno a comprarla dagli spacciatori di strada".

"Basta ubriachi per strada"

A febbraio, in realtà, proprio il sindaco di Amsterdam ha pubblicato un rapporto che mostra come più di un terzo dei turisti stranieri sarebbe meno propenso a tornare ad Amsterdam se non potessero comprare cannabis nei coffee shop.

Peter Dejong/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
marzo 2020, le strade del quartiere a luci rosse svuotate dal coronavirusPeter Dejong/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Condotto dall'ufficio olandese per la ricerca, l'informazione e le statistiche, lo studio ha rilevato che fino al 44% dei turisti britannici, il 50% dei tedeschi e il 45% dei francesi non visiterebbero più Amsterdam se non potessero entrare nei coffee shop.

La ricerca ha anche suggerito che Amsterdam potrebbe dimezzare il numero di coffee shop da 166 a soli 73 entro il 2025, se dovesse soddisfare la sola domanda locale.

"Vorremmo che a venire qui fossero i turisti interessati alla ricchezza e alla bellezza delle istituzioni culturali, e non quelli vengono qui solo per passeggiare ubriachi e stonati", ha detto Halsema alla televisione olandese NOS.

Ora, la palla passa al Consiglio comunale della città, al quale spetta l'ultima parola sull'approvazione dei nuovi piani