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Vienna, l'Isis rivendica l'attentato

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Di Gioia Salvatori  & Michele Carlino
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Vienna, l'Isis rivendica l'attentato
Diritti d'autore  Ronald Zak/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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In una dichiarazione sui propri mezzi di propaganda, l'Isis ha affermato che Abu Dujana al-Albani ha effettuato l'attacco con pistole e coltelli come "soldato del califfato".

Nell'attentato di ieri sera a Vienna ci sono state quattro vittime, oltre al terrorista neutralizzato dalla polizia, e 22 feriti. Lo ha detto il ministro dell'Interno austriaco Karl Nehammer, in conferenza stampa a Vienna.

Lunedì sera intorno alle 20 un commando composto da un numero ancora imprecisato di persone ha aperto il fuoco nel centro di Vienna. Gli assalitori, armati di fucili, hanno cominciato a sparare nei pressi della principale sinagoga della capitale austriaca, poi si sono spostati nelle strade del centro e hanno aperto il fuoco sui passanti che affollavano i locali nell'ultimo giorno prima dell'entrata in vigore di un nuovo lockdown.

Nell'ambito delle indagini ci sono state perquisizioni in alcune abitazioni e 14 fermi. Due svizzeri di 18 e 24 anni sono stati fermati a Winterthur, sono sospettati di aver avuto legami con l'attentatore. Al caso lavorano un migliaio di agenti delle forze dell'ordine, provenienti anche dalla Niederösterreich e dal Burgenland, mentre 75 militari dell'esercito federale sono stati inviati a difendere gli obiettivi sensibili.

L'assalitore ucciso era stato in carcere per avere cercato di unirsi all'Isis

La ricostruzione dei fatti: stando alle autorità ci sarebbero state sparatorie in almeno sei punti della città.

L'aggressore ucciso è Kujtim Fejzulai, un ventenne con la doppia cittadinanza di Austria e Macedonia del Nord, anche una delle quattro vittime è un giovane macedone.

L'attentatore nell'aprile dell'anno scorso era stato condannato a 22 mesi di carcere per aver tentato di andare in Siria ed affiliarsi all'Isis. Era stato liberato il 5 dicembre, in anticipo: in quanto giovane adulto, rientrava infatti in un regime privilegiato previsto dalla legge a tutela dei giovani. Lo ha precisato martedì mattina il ministro dell'Interno Karl Nehammer.

Secondo la Bild prima dell'attacco Fejzulai avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto. Il tabloid afferma che gli inquirenti ritengono "probabile" che il post del jihadista sul social network sia proprio dell'attentatore.

In un primo momento si parlava di un secondo uomo in fuga ma l'ipotesi ora ha perso corpo: può darsi che l'attentatore abbia agito da solo. I soldati presidiano i luoghi sensibili della città.

Rafforzati i controlli alla frontiera

A seguito dell'attentato di Vienna sono stati sensibilizzati i servizi di controllo ai valichi di frontiera con l'Austria, a partire da quelli al Brennero. Ai servizi, secondo quando si apprende, partecipano anche i militari dell'Esercito. In Italia questo si è riunito comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica: nessun segnale specifico di allarme ma massima allerta su tutto il territorio nazionale.

Luigi Di Maio: "Ora un patriot act europeo"

Lontani i tempi degli incontri con gli euroscettici gilet gialli, il ministro degli esteri è convertito all'europeismo; Luigi Di Maio dopo l'attentato di Vienna ha detto che serve "Un Patriot Act europeo come in Usa, ne parlerò nei prossimi giorni con i miei omologhi perché oggi siamo tutti figli dello stesso popolo europeo". Il patriot act venne promosso dal presidente George W Bush dopo l'attacco alle due torri nel 2001, era teso a rafforzare i poteri delle agenzie statunitensi di intelligence e sicurezza al fine di stroncare il terrorismo.