Settimana decisiva per la "Brexit commerciale": incontri Frost-Barnier e Gove-Šefčovič

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Di Shona Murray
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Ripreso a Bruxelles il nono round di negoziati tra Unione europea e Regno Unito per trovare un accordo sul libero scambio commerciale dopo la Brexit. Ma Londra e Boris Johnson debbono fare un passo indietro, cancellando il disegno di legge "Internal Markets Bill", che ha scompaginato tutti i piani.

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David Frost e Michel Barnier ci riprovano.

I due capi negoziatori per la Brexit, rispettivamente per Regno Unito e Unione europea, sono a Bruxelles per un nuovo tavolo di trattative, in programma da martedì.

É il loro nono appuntamento formale, dopo che i precedenti otto sono stati praticamente vanificati dal disegno di legge "Internal Markets Bill", promosso dal governo britannico di Boris Johnson.

Spiega la corrispondente di Euronews, Shona Murray.

Incontri al vertice: Gove-Šefčovič e Frost-Barnier

"Questa è potenzialmente una settimana cruciale nelle trattative per la Brexit.

Il ministro britannico per la Brexit, Michael Gove, incontra Maroš Šefčovič, uno dei vicepresidenti della Commissione europea.

I due cercheranno di rimediare ad alcuni dei danni causati dalla pubblicazione del disegno di legge sui mercati interni da parte del Regno Unito, che vedrebbe Londra violare l'accordo di ritiro negoziato con Bruxelles lo scorso anno.

John Thys/AFP or licensors
Michael Gove, "braccio armato" di Boris Johnson per la Brexit.John Thys/AFP or licensors

All'ordine del giorno anche l'incontro di David Frost con il suo omologo Michel Barnier, per il nono round formale di negoziati sull'accordo di libero scambio-Brexit per il futuro. 

"Un impegno ferreo e inderogabile"

Il Regno Unito spera di intensificare e velocizzare le trattative, ma l'Unione europea si oppone, a meno che non ottenga da Londra un impegno ferreo ed inderogabile sulla questione della 'parità di condizioni' e della pesca".

Euronews
La corrispondente di Euronews, Shona Murray, sotto la pioggia di Bruxelles.Euronews

Il tempo scorre...

Lo stesso Boris Johnson ha fissato un ultimatum al 15 ottobre per trovare un accordo, altrimenti sarà "No Deal Brexit" dal punto di vista commerciale.
Ma ora, forse, è proprio il premier britannico ad aver bisogno di più tempo.

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