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Usa, piazze infuocate dopo la sentenza sul caso di Breonna Taylor

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Usa, piazze infuocate dopo la sentenza sul caso di Breonna Taylor
Diritti d'autore  AP Photo/John Minchillo
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Notte di proteste a Louisville dove la gente è scesa in strada per chiedere giustizia per Breonna Taylor, afroamericana uccisa dalla polizia mentre dormiva nella sua abitazione con il compagno. L'episodio si è verificato lo scorso marzo, ma la sentenza di ieri del Gran Jury ha nuovamente infiammato le piazze statunitensi.

A scatenare questa nuova ondata di rabbia, il fatto che solo uno dei tre poliziotti implicati nella vicenda sia stato incriminato, e non per omicidio, ma solo per condotta pericolosa. Il Gran Jury non ha dunque incriminato nessuno in relazione con la morte di Breonna Taylor.

La 26enne, operatrice socio sanitaria, è stata colpita con diversi proiettili dopo che tre agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, per una perquisizione la cui dinamica è ancora da chiarire e durante la quale il compagno di Taylor ha ferito sparando uno degli agenti che a quanto sembra non si erano identificati. L'uomo è stato scagionato da qualunque accusa, i giudici hanno ritenuto credibile la sua versione, e quella di alcuni testimoni, versione secondo la quale si trattava di una perquisizione no-knock, con gli agenti che avrebbero sfondato la porta di casa dei due senza identificarsi; cercavano droga, ma non l'hanno trovata.

Il procuratore generale del Kentucky è apparso visibilmente imbarazzato nel rispondere alle domande sulla vicenda: "Non c'è mai stato un giorno in cui la gente che lavora in questo ufficio non sia andata a dormire pensando a questo caso", ha detto.

La rabbia dei parenti della vittima

I parenti di Breonna e gli attivisti chiedono a gran voce che tutti e tre gli agenti implicati nella vicenda vengano incriminati per omicidio o almeno omicidio colposo.

L'avvocato della famiglia ha definito la decisione del Gran Jury oltraggiosa ed offensiva.

L'Fbi sta ancora investigando su possibili violazioni della legge federale durante il blitz in casa della vittima.

Non solo Louisville, la protesta imperversa da est a ovest, feriti due poliziotti

Una dopo l'altra diverse città americane si sono infiammate, con gente in strada fino a notte: New York, Los Angeles, Seattle (qui ci sono stati 13 arresti), San Diego Chicago, Washington DC, Nashville, Las Vegas, Atlanta e Philadelphia. In alcune città, come Louisville, Seattle e Portland, la protesta è degenerata in scontri con la polizia; a Louisville 100 persone sono state arrestate e due agenti sono stati feriti da colpi d'arma da fuoco durante la manifestazione, non sono in pericolo di morte, un sospetto è stato fermato.

Kamala Harris, candidata alla vicepresidenza per i democratici, ha twittato in solidarietà con i famigliari di Taylor ("non dobbiamo smettere di pronunciare il nome di Breonna Taylor", ha scritto), salvo poi aggiustare il tiro e allinearsi con il candidato democratico alla casa bianca Joe Biden che si era limitato a condannare ogni forma di violenza.

Il presidente americano Donald Trump invoca legge ed ordine, seguendo la linea già adottata nei mesi scorsi: cavalcare la protesta senza tentare di abbassarne i toni

Il 29 settembre si terrà il primo dibattito televisivo tra i due candidati alla casa bianca; sarà trasmesso in un clima incandescente, sarà interessante capire come e quanto i due affronteranno davanti all'America intera il tema sempre più urgente dello scontro razziale.